brothers-457237_640Perché avere fratelli o sorelle è una bella cosa? Anzi, è una bella cosa avere fratelli o sorelle? Essendo la terza di quattro fratelli le cui nascite ricoprono l’arco temporale di tre lustri (sì ok, quindici anni), mi ritengo in grado di rispondere ad entrambe le domande in maniera esaustiva.

Innanzitutto sì, è bello avere fratelli e sorelle; risposta scontata che deriva un po’ dall’istinto di conservazione e quindi dall’autoconvinzione che la mia situazione non sia poi così male, e un po’ dall’esperienza che vanto in merito. Parlando quindi di esperienza, per quale motivo, concretamente, è bello avere fratelli e sorelle? Beh, ho intenzione di darvene ben sette, di buoni motivi.

1. Punto primo, la condivisione. Può sembrare un cliché, ma la prima differenza che si nota tra una persona che non ha fratelli e un’altra che invece ne ha è proprio la capacità di condividere. E con condivisione sottintendo qualunque oggetto o persona: non che i figli unici siano degli egoisti senza cuore, ma l’abitudine a doversi spartire i giocattoli e l’attenzione dei genitori avvantaggiano parecchio chi ha fratelli.

2. Un altro ottimo motivo è quello legato alla sopravvivenza. Perché avere fratelli vuol dire lottare tutti i giorni per la sopravvivenza. Non si può avere tutto per sé, quindi si cerca di strappare il più possibile, o comunque il minimo indispensabile. Per non parlare della sopravvivenza fisica: le lotte fratricide sono state le prime e probabilmente le più cruente a cui io abbia mai preso parte, e mi hanno insegnato parecchi trucchi (per lo più scorretti) utili in caso di corpo a corpo.

3. Questo vale per fratelli minori e maggiori, anche se con conseguenze assai diverse: la conoscenza. Dicono che sia sempre il fratello più piccolo quello più sveglio, e a livello personale sottoscrivo in pieno. Il motivo è proprio questo: il nanetto che vi ritrovate in giro per casa ha imparato tantissimo da voi. Praticamente tutto quello che fa nei primi anni di vita dipende da quello che fate voi, fratelli maggiori insigniti malvolentieri del titolo di “modello comportamentale”. Tuttavia il procedimento avviene anche in direzione opposta; spesso i marmocchi, oltre a dettar legge, danno vere e proprie lezioni di vita ai più vecchi.

4. Crescere: avere un fratello ti fa crescere. Già, perché che si tratti di essere il tassista o il passeggero, si cresce entrambi. Uno, costretto nel ruolo di accompagnatore, balia, portaborse e chi più ne ha più ne metta, si ritrova più responsabile e adulto di quanto gli piaccia ammettere. L’altro, per contro, si trova la strada più o meno spianata coi genitori, soprattutto per quanto riguarda gli orari di uscita e rientro; e di solito questo porta ad una crescita anticipata da parte del moccioso rispetto al fratellone tonto che lo scarrozza in giro.brother-314113_640

5. Ed eccoci al punto probabilmente più controverso della lista, ovvero l’accettazione. Ammettiamolo, tra fratelli non sempre si va d’amore e d’accordo, anzi a volte i litigi assumono brutte pieghe; capita che due fratelli si allontanino e che arrivino addirittura a non rivolgersi più la parola. È proprio qui che sta il bello: per quanto simili fisicamente, tra fratelli spesso non si è propriamente amici, e questo complica parecchio le cose. Eppure convivere con una persona che non la pensa come voi su tutto e tutti, con cui a volte si entra in conflitto, insomma una persona che non avete scelto come fratello o sorella vi apre al mondo. Certo, perché si impara fin da subito che esistono persone che piacciono, persone che piacciono un po’ meno, persone che si detestano eccetera. Perciò, ben venga l’amorevole e devastante confronto fraterno!

6. Un fratello c’è sempre. Banale, semplice, quasi smielato. Ma vero. Magari non vi conosce troppo bene, magari non vi sopporta, ma un fratello c’è. Se non altro avete la scusa dello stesso sangue che vi scorre nelle vene e via dicendo: in un modo o nell’altro se avete bisogno di una mano, una spalla o un orecchio, un fratello non manca mai. Anche se in certi casi sarebbe meglio una sorella.

7. Cos’altro aggiungere? Ah sì, dimenticavo. Un fratello resta a vita. Che sia vivo, morto, adorato, detestato, vicino o lontano, un fratello è sempre presente. Non si schioda dal suo posto, che sia nel cuore o nel cervello. I fratelli si influenzano a vicenda per tutta la vita, senza possibilità di liberarsi uno dall’altro. È inutile tentare, i fratelli non se ne vanno. Tanto vale accettare la loro presenza, e per cercare di sopravvivere un po’ meglio può essere utile cercare di convincersi che sì, avere fratelli o sorelle è davvero bello.