Liu-Xiaobo-prix-nobal-de-la-paix-in-ong-humanitaire-rubioOggi il premio Nobel per la pace del 2010 vive rinchiuso in una cella di un carcere cinese, senza nemmeno la possibilità di scrivere su un foglio di carta. Le ultime notizie che ci arrivano dai suoi amici sono strazianti: Liu Xiaobo scrive sul pavimento della sua cella intingendo l’indice della mano destra nella ciotola d’acqua.

Scrivere è sempre stata la passione di Liu Xiaobo, ed oggi è l’unico mezzo a sua disposizione per sopravvivere agli undici anni di carcere che gli sono stati inflitti da un tribunale cinese per “incitamento alla sovversione del potere dello Stato”; sua moglie, Liu Xia, sembra invece non aver retto agli arresti domiciliari a cui è costretta da quando suo marito è stato insignito del premio Nobel per impedirle di comunicare con il mondo esterno: le ultime notizie (ancora da confermare) parlano di una donna ormai distrutta dall’esaurimento nervoso e ricoverata in una clinica per malati psichiatrici.

Anche i parenti di Liu sono agli arresti domiciliari, colpevoli semplicemente di essere imparentati con il più grande avversario del regime comunista cinese; Liu Xiaobo era infatti già in piazza al fianco degli studenti in piazza Tienanmen nel 1989, alla guida di quel movimento democratico che tentò di affermare all’interno della Cina comunista la difesa dei diritti civili e la fine del dispotismo politico e che venne brutalmente soffocato nel sangue dall’esercito. Dopo il massacro dei suoi amici e compagni in quel fatidico 4 giugno 1989 Liu non ha mai smesso di militare per l’affermazione della libertà di pensiero, di espressione, di stampa, per il diritto del popolo cinese di scegliere i propri governanti attraverso libere elezioni. Una vita in prima linea quella di Liu Xiaobo, sempre pronto a sfidare il partito comunista cinese, anche a costo di dover affrontare il carcere e i “programmi di rieducazione”.

Il punto di svolta nelle battaglie di Liu Xiaobo arriva nel 2008: è il primo firmatario del documento “Charta 08” (ispirato alla “Charta 77” di Havel e degli altri dissidenti cecoslovacchi), un manifesto pubblico redatto in occasione del 60° anniversario della “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo” contenente un programma politico per introdurre riforme democratiche e la tutela dei diritti civili in Cina. Se da un lato “Charta 08” è uno dei motivi principali per cui Liu Xiaobo ha vinto il premio Nobel per la pace nel 2010, dall’altro è la causa della sua detenzione e della sua condanna all’oblio: il governo cinese ha deciso di far scomparire Liu Xiaobo dalla memoria collettiva: nessun parente ha la possibilità di parlargli, nessun utente di internet è in grado di accedere al sito dell’Accademia di Svezia (che assegna i premi Nobel), nessun libro o articolo di Liu è ormai reperibile in rete o nelle librerie cinesi. Soprattutto per i giovani cinesi Liu Xiaobo non è mai esistito.monologhi dal giorno del giudizio

L’unica azione concreta che i sostenitori dei diritti civili in tutto il mondo hanno la possibilità di compiere in aiuto di Liu Xiaobo è impedire che il suo nome e la sua battaglia cadano effettivamente nell’oblio, come auspicato dal governo cinese. Qui da noi in Italia, tra l’altro, è stato pubblicato il meraviglioso “Monologhi dal giorno del giudizio”, una raccolta completa delle riflessioni, delle poesie e degli scritti (compresa “Charta 08”) di Liu Xiaobo: un’opera di grande profondità e rigore intellettuale, una testimonianza unica di militanza e impegno politico.

Esiste anche una pagina Facebook intitolata “Free Liu-Xiaobo” gestita da amici del premio Nobel e attivisti cinesi impegnati in questi giorni nelle manifestazioni di Hong Kong: a volte un semplice “Mi piace” può essere usato per manifestare il proprio sostegno a chi lotta in prima persona per i diritti civili di milioni (anzi, miliardi) di persone.