Sì, avete letto bene. Il titolo non è sbagliato, ho proprio inventato una parola, post-incredibilità. E’ il termine migliore che mi è venuto in mente per provare a descrivere con una parola i giorni, settimane e mesi che stiamo vivendo.
Cerco di farmi comprendere prima che qualcuno chiami per un TSO.
Chi ha familiarità con il fenomeno dei meme e dello slang linguistico internettiano, saprà che è da oltre un anno – più o meno da quando Trump è stato ufficialmente il candidato alla presidenza Usa dei Repubblicani – si è soliti dire che si sta vivendo la “dankest timeline ever”. Traducendo grezzamente: la linea temporale più assurda di sempre. Questo è un concetto che io sostengo ma ha il difetto di usare parole e citazioni molto nerd. Volendo semplificare il tutto mi sono inventato post-incredibilità. Suona malissimo ma è esattamente quello che voglio provare a far capire. Stiamo vivendo in un periodo che va oltre l’incredibile.
Faccio tre esempi accaduti solamente nell’ ultima settimana (7 giorni, niente trucchi e niente inganni).
Alle Hawaii è stato diramato un messaggio di allerta a tutti i cellulari e dispositivi connessi alla rete telefonica in cui si invitava la popolazione a trovare riparo perchè stavano arrivando dei missili. Era mattino presto e in molti si sono spaventati. Soprattutto la notizia ha fatto istantaneamente il giro del mondo e sono stati 35 minuti abbastanza intensi. Per fortuna non è successo nulla e si è velocemente capito che il messaggio era sbagliato. Si trattava infatti di una esercitazione missilistica ma il testo dell’sms era inserito in un menù a tendina – giuro – che l’operatore incaricato doveva selezionare. Il click del mouse gli è scappato susuccessivo e quindi gli è partito per errore. Scampato il pericolo abbiamo riso di quelli che pensando di morire si sono lanciati in dichiarazioni d’amore o in gesti inconsulti o del grafico di PornHub che mostra il picco di visite immediatamente dopo la scoperta che era tutto ok. Peccato che a Washington stavano per partire i missili nucleari verso la Corea. Di fatto ci siamo salvati dalla guerra nucleare per un pelo.
Rimanendo in tema Stati Uniti, il medico personale della Casa Bianca ha dovuto fare una conferenza stampa in cui ha dichiarato pubblicamente e in diretta tv che il presidente Trump, dopo un anno di test, non ha problemi mentali. Potrebbe sembrare una delle tante follie americane se non fosse che era una conferenza stampa molto attesa e molto sentita. Infatti, per settimane i giornali (e molti supporter liberal) si sono interrogati sulla salute mentale di Trump e in molti pensavano che avesse dei problemi tali da dover essere sostituito perchè non in grado di svolgere il compito. Invece si è capito – nel caso servisse ancora – che Trump è così punto e capo.
Chiudo con l’accusa mossa a Margaret Atwood, di non essere abbastanza femminista. Margaret Atwood poco femminista. Fa già ridere così, ma se il nome non vi dice niente (male!) probabilmente due suoi romanzi “The Handmaid’s Tale” (“Il racconto dell’ancella”) e “Alias Grace” (“L’altra Grace”) vi faranno suonare qualche campanellino. Se ancora avete la nebbia, sappiate che stiamo parlando di una grandissima scrittrice Canadese, nonchè famosissima attivista femminista da oltre 50 anni. La serie tv presa da “Il racconto dell’ancella” è stata definita una delle serie tv dell’anno nonchè uno dei pilastri pop del movimento femminista contemporaneo. Lo stesso movimento che l’accusa di essere troppo accomodante.
Ho volutamente fatto solo tre esempi ma se ne potrebbero fare almeno uno al giorno, anche di più gravi o di più ecclatanti. Tre esempi che nonostante trattino tre episodi incredibili, nel flusso giornaliero di cose che succedono si sono quasi perse. Pensate quindi a cos’è il resto!
Ogni tanto credo che forse, quel TSO, potrebbe quasi essere una vacanza dalla realtà.