vote-quimby1Amo da sempre confrontarmi con nuove esperienze. Se non ho mai fatto qualcosa e mi viene data questa possibilità, mi ci butto a capofitto, con un misto di eccitazione e sano timore dell’ignoto che mi aspetta. Qualche giorno fa, per una serie di fortunate coincidenze, mi è stato proposto di fare da segretaria di seggio per le elezioni amministrative appena svoltesi, e non ho potuto fare a meno di accettare immediatamente, totalmente ignara di ciò a cui sarei andata incontro.

Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi…

1. Ho visto anziani votare alle 7.01. Perché per qualcuno essere primi nella vita è dannatamente importante.

2. Ho visto gente che non sa votare. Nonostante la televisione e i giornali ci abbiano bombardato di messaggi e articoli sulla questione, c’è una fortissima disinformazione personale sulla modalità di voto, al punto tale da non sapere neppure dove apporre la croce, cosa scrivere e dove, rendendo così nullo il voto in questione. C’è poi chi invece ha voluto informarsi. All’ultimo minuto. Davanti alle urne. Chiedendo a scrutatori e presidente di seggio di spiegare loro TUTTO in merito alla votazione, sequestrandoli al loro lavoro durante un momento di grande affluenza. Molti infine sono arrivati stupiti che ci fossero due schede su cui votare, convinti si dovesse dare la preferenza solo per il sindaco. Con grande gioia dei rappresentanti di circoscrizione.

3. Ho visto gente maleducata. La maleducazione non è mai giustificata, e soprattutto non è mai la risposta a una richiesta gentile. Di solito sarebbe buona norma salutare quando si arriva e quando si parte, ma accettiamo la non indispensabilità della cosa. Tuttavia a gentile richiesta di non introdurre il cellulare in cabina, molte volte si è ricevuta risposta sgarbata e molto maleducata. Non siamo ladri, non chiamiamo in Cina con i vostri cellulari, ci prendiamo la responsabilità di controllarli mentre state votando, e soprattutto non siamo noi a fare le leggi, ma siamo tenuti a farle rispettare. Abbiate pietà di chi si è alzato alle 5.30 del mattino e rimarrà fisicamente in piedi, gentile, paziente e disponibile, per le successive 24 ore.

4. Ho visto gente che pensa che ci stiamo girando i pollici. Idem come sopra, siamo in piedi dal mattino presto e ci stiamo per molte ore, attenti e vigili che tutto si svolga nel rispetto della legge, quindi trattarci come se non stessimo facendo niente non migliora il nostro umore.referendum2

5. Ho visto gente presentarsi con la fotocopia della carta d’identità e affermare che “a mio marito l’hanno accettata” e “così non perdo quella vera”. Non è vero, non si accetta la fotocopia della carta d’identità come documento ufficiale, e soprattutto ho notato che c’è grande fiducia nei confronti dei lavoranti nei seggi, che, come è noto, oltre a rubare cellulari perdono anche quantità spropositate di carte d’identità.

6. Ho visto persone che ti augurano “buon lavoro”, e sarebbero da abbracciare. Nel marasma generale è capitato. Ci si sente già meglio quando le persone ci augurano una buona giornata, figuriamoci un sincero “buon lavoro”.

7. Ho visto gente che ha votato Jon Snow. Fosse stato tra i candidati, sicuramente molti più giovani sarebbero venuti a votare. A prescindere dal fatto che in Italia la popolazione è formata per la maggior parte da anziani, ho visto in proporzione molti meno votanti giovani, e la cosa mi ha scoraggiato.keep-calm-and-vote-jon-snow

8. Ho visto gente che non va a votare, e che dovrebbe prendere esempio da chi invece ci è andato in stampelle, carrozzina o malfermo sulle gambe per età molto avanzata o problemi di salute. Menzioni speciali vanno a una signora malata, che si è fatta portare dalla casa di risposo fuori città dove é ricoverata per votare al proprio seggio, e a un anziano sui 90 anni che, al mio sollecito di andare a richiedere una nuova tessera elettorale poiché quella attuale ormai completa, mi ha risposto: “mi sa che non ci arrivo alle prossime elezioni”. Se fosse stato possibile lo avrei prima abbracciato e poi adottato come nonno.

9. Ho visto comunque un’affluenza che sinceramente non mi aspettavo, e ne sono stata felice. Io stessa sono corsa a votare nella pausa pranzo, perché a mio parere poche cose giustificano l’assenza alle urne. I nostri antenati hanno lottato perché il diritto di voto fosse esteso a tutti. Mi piace pensare che onoro il sacrificio di chi è venuto prima di me ogni volta che metto piede nella cabina elettorale.

Ci rivediamo al ballottaggio!