Il 24 Marzo quasi 800mila persone si sono ritrovate a Washington per manifestare a favore di una maggiore regolamentazione della vendita di armi da fuoco, sotto il nome di “March for Our Lives”.

Erano quasi tutti ragazzi, studenti delle superiori dove accadono sempre più spesso fatti tragici che coinvolgono studenti e armi da fuoco. Sul palco allestito per l’occasione, si sono alternati diversi ragazzi sopravvissuti alla strage della Marjory Stoneman Douglas High School, chiedendo al governo che rendesse più difficile la vendita delle armi da fuoco in modo che i ragazzi non fossero costretti a vivere nella paura di essere uccisi da coetanei andando a scuola.

Nonostante l’imponenza della manifestazione, i media e i politici si sono subito mossi compatti per minimizzare il tutto. Le armi non verranno toccate, anzi, e le varie associazioni pro-armi si sono date da fare fin da subito affinchè la manifestazione e i ragazzi che han parlato venissero considerati come violenti o pagliacci, con l’utilizzo di meme, sondaggi in tv, ecc.

Proprio i media televisivi stanno avendo un ruolo peculiare in tutto questo. Invece che parlare dei concetti espressi e del tema delle armi da fuoco, si soffermano sull’estetica, sui volti e sulla vita amorosa di questi ragazzini, tralasciando completamente il resto.

All’inizio non riuscivo a capacitarmene poi ho realizzato: non è che non vogliano toccare un argomento così divisivo come la regolamentazione delle armi da fuoco, con tutti i nessi e connessi e le possibili ritorsioni economiche e social da parte dei fanatici dell’ NRA.

Semplicemente sono iniziati gli Hunger Games!