SCARPE-ROSSEMilano, settembre 2014: un giovane ventenne, Pietro di Paola, si butta a capofitto giù dalla finestra intrappolando tra le sue braccia la sua ex ragazza, la  diciannovenne Alessandra, che cercava di divincolarsi, solo per farle pagare il vuoto che gli aveva lasciato dopo la loro  rottura, lasciando dietro di sé solo una lettera per comunicare il suo dolore a chi si sarebbe domandato il perché del suo gesto.

San Vito,  fine del 1800 : il giovane Giorgio Aurispa decide di uccidersi, e con lui uccidere anche quella che allo stesso tempo era la sua amata e la sua Nemica, Ippolita. Colei che non gli permetteva la sua realizzazione, il poter diventare un uomo, o meglio un “superuomo”.  In un impeto di rabbia Giorgio chiude Ippolita in un abbraccio mortale e la trascina insieme a lui nell’abissoUOM su cui si erge l’eremo dove si trovano.

Queste due storie sono così simili che se non fosse per i nomi potrebbero quasi essere confuse, tuttavia ciò che le differenzia è che la prima è assolutamente reale, un fatto di cronaca accaduto una settimana fa e riportato in tutti i giornali e raccontato da tutti i mass media. Il secondo invece è il frutto della fervida immaginazione di uno dei letterati italiani più conosciuti e studiati, l’esteta Gabriele D’Annunzio.

Tutto ciò ci fa riflettere. Giorgio Aurispa, protagonista del romanzo “Il trionfo della morte” diventa lo stereotipo del nuovo tipo di uomo. Ambizioso e cresciuto con ideali d’amore come quello di  “ Tristano e Isotta” e una concezione nietzschiana della vita, secondo cui l’uomo dovrebbe vivere a fondo ogni istante per poter diventare un superuomo, rimane schiacciato dalla sua incapacità di rendere la sua vita all’altezza di questi suoi ideali e giunge così a volersi togliere la vita.

L’uomo moderno adotta lo stesso comportamento. Davanti a una difficoltà dimostra la sua inettitudine e quando si parla di un uomo che non riesce  a sostenere il peso di una donna che riesce a fargli provar dolore, allora la sua inettitudine lo porta ad un senso di frustrazione che si trasforma ben presto in violenza.  Ma sempre e comunque alla base della violenza sulle donne ci sarà la debolezza di un uomo incapace di gestire le proprie emozioni, l’inettitudine di un  Giorgio Aurispa di turno pronto a travolgere una donna innocente in un vortice di malessere da cui spesso non può più far ritorno.