Fossero solo gli insulti il problema… Magari. Esistono pure tantissimi elenchi di consigli, chiamiamoli così, che i no-Vax, pardon i Free-Vax come vogliono farsi chiamare, da tempo fanno circolare sul web. Basterebbe questo a comprendere l’abisso di follia in cui alcune frange della civiltà occidentale sono precipitate (e vi evito i commenti in successione al post: toni che in confronto la Santa Inquisizione era tenera come i protagonisti di Vola Mio Mini Pony). Un nuovo oscurantismo che viene pericolosamente spacciato per “informazione”. Di più: gli antivaccinisti considerano la loro “opinione” Verità Assoluta, quella che giornali e media “tradizionali” nascondono a noi poveri cristi per lucrare sulla nostra pelle. Perché il guaio è che queste persone pensano di esercitare una missione salvifica come Bruce Willis nel finale di Armageddon. E siamo solo all’inizio, temo.

Una nota intellettuale del mondo social, tale Manola, una che probabilmente scambierebbe Albert Sabin con il tizio che canta Despacido, aggredisce così chi si azzarda a difendere i vaccini: “Chi l’ha stabilita la verità? Il vostro parere non è la verità assoluta”. Ecco il punto cruciale. Siamo arrivati alla messa in discussione di un qualcosa che è certificato da prove. Che non si basa su visioni soggettive, ma su fatti dimostrati. Rovescio la domanda: perché, allora, la parola degli allegri ‘Free Vax’ Pino e Gino, due che forse non hanno nemmeno il diploma di scuola superiore, deve valere più dell’enorme mole di dati, statistiche, documenti, di prove provate sui progressi portati avanti dalla comunità scientifica nei secoli, su tutti i benefici portati dai vaccini?

Un altro illuminato dei social, formatosi sui fondamentali ‘Apritegliocchi.it’ e ‘Italianisveglia.org’ perché il trattato ‘De Medicina’ di Aulo Cornelio Celso lo usa solitamente per non far ballare il tavolino in salotto, interviene con una frase che riassume alla perfezione il dramma che stiamo vivendo nell’era della democrazia dei social: “Beh, dai, si può essere favorevoli o no ai vaccini”. Ecco. Favorevoli o non favorevoli. O di qua, o di là. Guelfi o ghibellini, destra contro sinistra, Juve contro Toro, Milan contro Inter. Trattare i vaccini come se fossimo ultras allo stadio. Ridurre ad una questione di tifo un fondamento della società moderna su cui non bisognerebbe manco provare ad iniziarla, una discussione.

Non può esserci discussione sui vaccini. Perché altrimenti dovremmo mettere in dubbio tutto quanto è stato dimostrato dalla scienza. Solo che finché metto in discussione che la Terra è rotonda, al massimo rischio di non passare l’anno scolastico (adesso, eh: chissà tra vent’anni, quando i Free Earth inizieranno a radunarsi in gregge). Qui, molto banalmente, si mette a rischio la cosa più preziosa che abbiamo: la salute. Cioè la vita. E non solo la mia, ma quelle di moltissime altre persone. Le conseguenze della diffusione di queste stronzate non le pagheranno solo loro, come sarebbe in fondo giusto, ma anche tutti gli altri. Eppure, questi Adam Kadmon di sta cippa, nella loro folle arroganza, non se ne rendono minimamente conto. Quando lo faranno, forse, sarà troppo tardi.

A ben guardare, in effetti, una cosa negativa dei vaccini bisogna riconoscerla: hanno curato anche le persone che in questi anni sostengono che i vaccini sono il male assoluto.