Abbiamo il regista, gli attori. Ma tutta questa teatralità nei gesti e nei modi, a cosa porterà?

Una scarpa sul foglio, come quando a scuola per fare un dispetto a qualche compagno prendevi la penna e scarabocchiavi il suo quaderno.

Già, a chi non è capitato? Però eravamo bambini, un po’ scemotti.

Rifacendomi all’epoca della scuola dell’obbligo penso a chi, presa una nota sul registro, provava a minimizzare facendo lo sbruffone, come a dire “chissenefrega della nota”.

Il fatto in sé è una cavolata, ma la valenza simbolica che ha, visto l’autore dello stesso, il luogo e soprattutto il momento in cui è avvenuto cambiano tutto.

Eppure sembra così evidente che togliersi una scarpa e timbrare dei documenti ad un evento così importante equivalga al circo, ma anche a darsi la zappa sui piedi.
Si fa gara a chi la fa più grossa per distogliere l’attenzione dai fatti e dalle conseguenze di altri.