Sono un po’ stufo. Un po’ stanco. Un po’ amareggiato. E anche un po’ frastornato. Tragedie come quella di Genova, portano sempre a riflessioni.

C’è chi pensa alle condizioni delle famiglie, distrutte da un evitabile disastro. Chi alla città. Chi alla viabilità ligure in agosto. Chi al fatto che i cani non possano entrare nei ristoranti o in spiaggia ma poi possano salvarti la vita. Chi agli acquedotti romani, ancora in piedi dopo secoli. Chi ai fatti suoi, tanto la Liguria è cara e continuerà a non andarci.

Chi a bere vino con gli amici siciliani perché comunque è ferragosto. Chi a tutte queste, chi a nessuna e chi ad altre. Anche perché ognuno ha i suoi limiti, e agisce entro di essi.

Difficilmente si riescono a capire le persone che per lavoro o per capacità analizzano uno spettro più ampio. E poi c’è Facebook, dove puoi comunque esprimere la tua opinione che tu sia in grado di pensare o no. Ed è giusto cosi? Dovremmo dire: assolutamente si. Ma ormai quasi tutti vogliono che arrivi un capo supremo che comandi. E allora sarà vietata la propria opinione. Veramente, però. Non come ora che siamo liberi di sproloquiare su fatti su cui sarebbe meglio tacere o insultare e minacciare le persone a nostro piacimento senza essere minimamente perseguiti.

Finalmente Facebook non sarà più pieno di stupidaggini, libero dalle opinioni. Spettacolo. O forse no?

(Immagine: Color By Spinoza)