Ieri, 21 gennaio, il vice-premier Di Maio ha attaccato la Francia.
Il tema dello scontro? L’immigrazione ovviamente.
Il nostro ministro ha lanciato forti accuse ai Transalpini, arrivando ad accusarli di colonialismo ed ipotizzando anche la reale forza economica del Paese in assenza dello sfruttamento dei territori africani.
Beh, la gravità di queste affermazioni, prive di alcuna base verificata, è sotto gli occhi di tutti; la ambasciatrice italiana a Parigi è stata subito convocata per chiarimenti ed il caso diplomatico è scoppiato.
Vado a dormire con queste certezze e stamattina, cercando aggiornamenti sulla questione, magari una retromarcia e dei chiarimenti da parte di Di Maio, ma è un’altra notizia a rubare la scena oggi, 22 gennaio: Lino Banfi è stato nominato all’Unesco.
Nonno Libero, Oronzo Canà, il protagonista delle commedie che negli anni 80 ha tenuto incollata al televisore una intera generazione, rappresenterà il nostre bel Paese.
Sentire e leggere le sue reazioni alla nomina: “Che centro io con la Cultura?”; il siparietto con Di Maio ed il loro scambiarsi reciproci apprezzamenti, tutto fantastico, quasi surreale. Sconvolgente come l’incoronazione di un brav’uovo, ma messo in un posto che non azzecca affatto con la sua persona, sia stata “buttata in vacca” esaltandone la capacità di portare un sorriso anche nei posti più seri!
Per la serie: “Non ho mai lavorato, ma…” e magari ti faranno ministro, chissà.

Alla fine di questi due giorni, mi rendo conto di che twist abbia compiuto il vice-premier: ieri all’attacco di un Paese europeo sul tema immigrazione, oggi amante di Lino Banfi e della commedia all’italiana, al punto da nominare uno dei suoi maestri a rappresentare la nazione di cui lui è Ministro dello Sviluppo Economico.
Mentre restiamo abbagliati da tutto questo clamore, la vita vera va avanti, continuano i salvataggi in mare fra le polemiche che arrivano sempre puntuali da più fronti, la stato della nostra economia preoccupa… Ma non oggi, oggi si esalta l’incompetenza, con il sorriso e senza laurea, perché ci sono già troppi esperti negli uffici.
A questo punto va detto, conviene davvero farsi una risata, perché ci sarebbe solo da piangere.