Circa un anno fa, dopo l’ennesima lite social in una pagina Facebook della città in cui abito, mi sono ripromesso che avrei passato un anno selezionando e catalogando tutti i post e i commenti peggiori.
Trecentosessantacinque giorni dopo (qualcuno in più in realtà), eccoci qua.
Sono stati mesi interessanti in cui ho analizzato centinaia di commenti e ho capito molte cose. Anche su me stesso.

UNA QUESTIONE DI METODO
Nel mio desktop ho una cartellina con dentro decine di immagini, catalogate per tipo di “argomento”, dei vari post e soprattutto commenti da cui emerge una umanità molto variegata. Ma non c’è tutto. La mia metodologia di raccolta dati si è evoluta nel corso del tempo (tanti screenshot e molto lavoro di post produzione)ma dopo circa novemesi si è quasi del tutto stoppata. Un po’ perché le cose si sono placate, un po’ per la mancanza di tempo (bisogna essere veloci perché spesso sparisce tutto) ma non solo.
Infatti nel corso dei mesi ho realizzato che il lavoro che stavo facendo, stava iniziando a farmi diventare insofferente verso il genere umano. Certi negozi, luoghi o persone non avevo più voglia di frequentarli perché i loro gestori (o loro stessi) pubblicavano una sequela tale di immondizia che non me la sentivo più di sprecare il mio tempo con loro o da loro.
La soluzione è stata quindi darci un taglio ma, allo stesso tempo, dovevo finire il mio anno di osservazione. E’ stata dura ma ce l’ho fatta.

COSA HO IMPARATO DAGLI ALTRI
La cosa più evidente è che bastano pochissime voci molto rumorose per indirizzare una opinione pubblica molto vasta. Su 30mila abitanti, quelli che sono davvero attivi sono al massimo un centinaio. E conto anche gli account fake che spesso sono gestiti da una sola persona.
La percezione è che invece siano migliaia. La cosa più incredibile è che se qualcuno sa come creare ad arte un certo tipo di comunicazione su un gruppo cittadino, può ottenere tanto, tantissimo, fino a indirizzare il corso politico (con tutto ciò che ne deriva) di una intera città. L’esempio più lampante riguarda la “sicurezza” nel suo senso più generico. Sono bastate alcune segnalazioni fatte ad arte su alcune situazioni, per far intervenire la politica con azioni ad hoc. Solo che non era vero niente. Basta parlare con chi abita davvero nei luoghi citati e quasi sempre non sono dello stesso avviso degli utenti social (che spesso è capitato non abitassero nemmeno nella stessa città!).
Una seconda cosa che ho imparato, strettamente legata alla prima, è che l’umanità fa meno schifo di quello che sembra. Ci sono senz’altro persone squallide e “schifabili” ma sono in netta minoranza. Per ogni commento razzista, omofobo o schifoso erano decine quelli più normali e ragionati. Non sembra ma la percezione dei commenti negativi ci frega sempre.

BUFALE E ACCOUNT FAKE
La quantità di notizie false è molto molto alta. Spesso sono notizie di siti di news locali che per un pugno di like e qualche click “abbellisce” le notizie, non preoccupandosi delle conseguenze. Sono capitati casi (rari ma ci sono stati) in cui si sono riportate parti di notizie assolutamente false come verità assodate, dando il via ad una macchina del fango notevole. Il problema è che a sbattere il mostro nei gruppi social è facile, rovinargli la vita per sempre pure di più. In dodici mesi ci sono state almeno 5 accuse molto gravi (due di pedofilia) rivolte a cittadini senza nessuna prova. NESSUNA. Tanto è vero che almeno 4 sono finite in nulla ma chi ha commentato leggendo la news si è visto denunciato per diffamazione.
Il misto tra ignoranza di come funziona Facebook, ignoranza delle leggi e protagonismo sono un mix letale.
Ci sono poi degli utenti che invece fanno quello in modo cosciente e programmato, utilizzando svariati account fake. Anche fasulli platealmente, con profili presi dalla sezione immagini di Google, e che possiamo dividere in due categorie: i troll e i cecchini.
I troll sono semplici, godono nel creare diatribe furiose tra gli utenti su argomenti delicati. Fastidiosi ma non creano grossi problemi. I cecchini invece lo fanno per il proprio tornaconto. Può essere politico (racimolare qualche voto), lavorativo (screditare la concorrenza), economico (avere favori e/o sconti) o personale (attaccare il vicino per infamarlo). I cecchini sono pericolosi perché non hanno scrupoli e venderebbero la madre per raggiungere il loro obbiettivo, qualunque esso sia.

GLI OMERTOSI EROI DEL POPOLO 4.0
Una delle figure che più mi appassiona sui social cittadini sono quelli che io definisco “eroi del popolo”. Sono persone che hanno bisogno di appagare il proprio ego come un tossico fa con l’eroina ma sono spessissimo causa di figure di merda clamorose o momenti molto divertenti. Li si riconosce molto facilmente perché partecipano a tutte le discussioni in cui si parla di qualche fatto negativo o, preferibilmente, criminale. Se i marciapiedi sono sporchi loro hanno pulito quello davanti al palazzo in cui abitano. Se l’erba è alta loro l’hanno tagliata davanti a casa. Se c’è stata una rissa loro l’hanno fermata (a suon di schiaffi). Se qualcuno si è comportato male loro l’hanno rimproverato (a suon di schiaffi). Insomma, un misto tra il bulletto di quartiere e il supereroe. Peccato nel 95% dei casi siano cose totalmente inventate. Spesso, il discorso ritorna, non abitano nemmeno nella stessa città. Infatti quando si verifica un vero atto criminale, magari che coinvolga qualcuno legato a camorra o ndrangheta, si volatilizzano, non commentano e se lo fanno minimizzano o solidarizzano.

PUBBLICITA’ E VOGLIA DI PASSATO
In tutti i gruppi che ho osservato ho potuto constatare che il 65-70% dei post totali sono solo di pubblicità. Possono essere negozi, locali, attività o persone. In media raccolgono meno di una decina di like e quasi nessuna condivisione. Intasano le pagine e servono a poco. Sono molto più efficaci i post (spesso creati ad arte) in cui qualcuno richiede info su un servizio e subito gli viene pubblicizzata l’attività.
L’altro grande gruppo di post invece riguarda il passato, SEMPRE visto come epoca d’oro rispetto ad oggi. Che siano gli anni ‘30 o gli anni ‘80 non cambia. Si stava SEMPRE meglio prima. Gli anziani (ma fino a 69 anni, dopo si diventa dei vecchi rincoglioniti per non so quale convenzione) sono SEMPRE meglio dei giovani di oggi. La lotta generazionale è costante e a senso unico con una generale criminalizzazione dei giovani (drogati, ubriachi, molesti, ecc.). Fanno SEMPRE eccezione i propri figli (creature immacolate anche quando finiscono in galera) oppure i giovani che lavorano a gratis per il bene pubblico sistemando quello che i loro genitori devasteranno nei mesi dopo.

E LA POLITICA KEEEFFFFFA’???
Niente. La politica locale sfrutta tutti i post a favore e silenzia o sparisce nei post contro. In dodici mesi non ho mai letto l’intervento di un politico locale in nessuna situazione che non potesse portargli visibilità o voti. Nemmeno nei post di aspre critiche al collega di partito o di giunta (salvo siano fatti da persone dell’opposizione), mors tua vita mea.
Qualche politico più scafato riesce a indirizzare il flusso del sentiment social a proprio favore, magari ergendosi a paladino del popolo quando sa di poter vincere facile o ridursi a povera vittima degli eventi quando palesemente non ha le capacità e i mezzi di poter far qualcosa. Tutto il resto sono insulti (anche gravi) tra bande: Lega(e destra in generale), M5S(o quello che rimane) e PD(o quello che rimane). Normalmente è un tutti contro il PD, i loro iscritti, i simpatizzanti e, in generale, contro chi non vuole eliminare con la forza chi non ha lo stesso colore della pelle.
Le discussioni politiche, infatti,si riducono SEMPRE ad insulti razzisti e fake news. Non c’è stato un singolo caso in cui si sia discusso nel merito di qualcosa. La motivazione è anche semplice: le cose complicate non piacciano a nessuno, bisogna sempre ridurre tutto ai minimi termini, allo slogan o alla foto.

I’M A FIRESTARTER
L’aspetto che colpisce di più di tutto è che i gruppi cittadini sono imprevedibili nella loro prevedibilità. Se è vero che alcuni post vengono fatti per scatenare discussioni, è anche vero che a volte dal nulla si arriva a degli insulti incredibili. Ma basta veramente poco.
E’ capitato in diversi casi che la sola presenza di un insetto stagionale desse il via a settimane di insulti tra le persone. Normalmente in seguito a questi episodi (che spesso culminano in bastonate social verso una o due persone) ci sono periodi più o meno lunghi di pausa. La quiete prima della prossima tempesta.

CONCLUSIONI
Per motivi di spazio ho riassunto molto la mia “impresa”. Potrei parlarne veramente a lungo, mostrare un po’ di materiale raccolto. E’ stato lungo, complesso, snervante ma alla fine molto interessante. Le dinamiche social mi affascinano e quelle dei gruppi cittadini sono particolarmente divertenti e ricche di spunti. Se dovessi però definire brevemente i gruppi social cittadini penso che userei una citazione di Star Wars: “…Questo è un gruppo Facebook cittadino, non troveraimai uncovo di feccia e di malvagità peggioredi questo…”