Costantino_della_GherardescaCestello di pop corn alla mano, televisione sintonizzata, computer pronto per commentare ogni momento saliente: manca poco alla finalissima di Pechino Express, uno dei programmi più riusciti e più amati degli ultimi anni. Da accanita detrattrice dei reality show, mi sono dovuta piegare sin da subito all’amore inaspettato che ho provato per questa trasmissione, e mi sono chiesta quale fosse la sua vera forza, quella che mi ha spinto in tutti questi anni a non perdermi neanche una puntata.

La vera forza è stata, secondo me, uscire proprio da quell’etichetta di reality che gli era stata affibbiata, poiché Pechino Express è davvero molto di più: è un viaggio, è divertimento, è scoperta (di persone e di luoghi), è una diversa prospettiva sul mondo, è ironia, è gioco, è passione. Arrivare in fondo significa soprattutto vivere i luoghi che si attraversano e le popolazioni con cui si viene a contatto. Concorrenti, vi ho sempre invidiati, tutti, anche quando dovevate mangiare cose schifose, anche quando finivate nel fango o camminavate sotto la pioggia, anche quando pativate il freddo o il caldo, perché forse è davvero la più grande avventura mai raccontata, e avrei voluto averla vissuta esattamente come voi.pechino-express-il-nuovo-mondo-logo-rai2

Cosa ho amato di questa edizione:
1. Come nelle due precedenti edizioni da lui condotte, Costantino della Gherardesca. Santo subito chi ha pensato di trasformarlo da concorrente della prima edizione a conduttore dalla seconda in poi (e sfido chiunque a ricordarsi la conduzione della prima edizione del programma, ad opera, non si sa ancora perché, di Emanuele Filiberto di Savoia).

2. Gli “a volte ritornano”, ovvero quanto mi sei mancata Eva Grimaldi, nostra signora degli zigomi e dell’ormone impazzito, meravigliosa cougar della precedente edizione, che al grido di “mai più senza” ha fatto vedere a tutti cosa vuol dire essere un vero concorrente di Pechino Express.

3. Twitter, quel gigantesco divano virtuale posto di fronte a un gigantesco schermo televisivo, su cui ci si ritrova tra amici e conoscenti per commentare con ironia, sarcasmo e sana cattiveria il proprio programma preferito.

4. Gli outfit, vera carrellata di must have del prossimo anno: dai calzini antitrombo di Paola Barale, ai completini di Shalpy, tutti; dalla tutina blu color sacco della spazzatura di Naike Rivelli alla maglia con Ivana Spagna di Roberto “Cocco” degli #Antipodi, per finire con il meraviglioso poncho peruviano multicolor e il colbacco bianco peloso di Costantino, inarrivabile trend setter.

5. Giancarlo Magalli, colui che tutto può, anche parlare di patata con Shalpy e di Raffaella Carrà con un tassista ecuadoregno, anche passare da viaggiatore-penalità a conduttore del programma; colui che è impossibile non amare, anche quando simula una scena hot, nudo nella vasca da bagno, senza trascendere, sempre ironico, sempre un signore. Inutile dirlo, sarebbe stato un perfetto presidente della repubblica (Mattarella non me ne volere, ma Magalli non si batte!).

6. I cameraman: come sempre in programmi di questo tipo, la mia profonda stima va a loro e allo splendido lavoro che fanno anche nelle condizioni più assurde ed estreme, perché senza di loro Pechino Express non esisterebbe.blogdicultura_a8faf9f916080c51b7467cec01e5afc6-640x357

Cosa mi mancherà di questa edizione:
1. Inevitabilmente Costantino della Gherardesca: tanto l’ho amato e altrettanto ne sentirò la mancanza quando il suo faccione barbuto, bonario e dannatamente ironico non comparirà più sul piccolo schermo dal prossimo lunedì sera.

2. La bellezza del viaggio, che ti fa venir voglia di racimolare qualche soldo e partire immediatamente, zaino in spalla, per esplorare quei luoghi che hai sempre sognato di visitare, per assaporare quelle culture così diverse dalla nostra.

3. Gli inevitabili “scleri” tra i concorrenti: nessuna coppia è immune, nessuna può sperare di arrivare alla fine del viaggio senza aver tirato addosso al proprio compagno insulti di ogni genere. L’ha scampata solo Paola Barale, compagna di un invalido prima e di un santo dopo: consapevole fin da subito di essere in gara con la perenne palla al piede Tommasini, rassegnata ha proseguito facendo tutto da sola fino all’incontro con il nuovo compagno Piero “Gesù Cristo” Filoni. E proprio con Gesù ti vuoi mettere a litigare?

4. Le ramanzine di Fariba a sua figlia Giulia, che ci fanno ringraziare ogni giorno di più il fatto di non averla come madre.

5. L’ironia di Pinna e il gigante buono bipolare Roberto, coppia che ha funzionato fin da subito proprio perché agli “Antipodi”.Eva_Grimaldi_2009

Cosa non mi mancherà di questa edizione:
1. Son Pascal e la sua smania di arrivare primo, a tutti i costi: è chiaro a tutti i concorrenti che Pechino Express sia un gioco, e che si gioca soprattutto per vincere. Sì, forse. Tuttavia così facendo si rischia di essere troppo concentrati su se stessi e sul desiderio di vittoria per riuscire ad alzare la testa e guardare cosa ci circonda (e su questo punto Pascal è stato rimproverato anche dall’adorabile famelico Ciccio degli #Stellati): goditi il viaggio, non pensare alla destinazione!

2. Fariba che spaccia sua figlia Giulia come Miss Italia, che avrebbe volentieri barattato o venduto al miglior offerente il sangue del suo sangue in più occasioni pur di arrivare prima. Amore materno: modalità attivata!

3. Le caldane di Naike e delle #Professoresse: tutti immersi in giacche e maglioni, e loro in canotta e tette al vento. Non sono nata ieri, mi è chiara la tattica della ricerca del passaggio, ma a tutto c’è un limite, anche ai capezzoli congelati!

4. Philippe, lo stellato nudo: ho ancora gli incubi la notte dopo quelle visioni “paradisiache”, e sono sicura di non essere la sola.

5. L’irritante sensazione che Shalpy nelle peggiori condizioni sappia truccarsi meglio di me nelle migliori condizioni.21050431650_0032ccb3a5

Chi vincerà:
Forse mai chi vorremmo, forse chi ci sta antipatico, di sicuro non il migliore, probabilmente chi si troverà nel posto giusto al momento giusto per farsi dare il passaggio che li porterà dritti alla meta. A prescindere dalla coppia che si aggiudicherà il traguardo finale, ha già vinto il programma, e insieme a lui il suo conduttore, che ci hanno tenuti incollati al televisore e attivi sui social network per otto settimane. E guai a chi si azzardava a organizzare qualcosa il lunedì sera: mi dispiace ma non si esce, c’è Pechino Express.