Maria-Elena-BoschiÈ sicuramente uno dei volti più chiacchierati del momento quello di Maria Elena Boschi, ministro per le riforme costituzionali e per i rapporti con il parlamento. Definita da Berlusconi “troppo bella per essere comunista”, è inutile dire che la renziana che “fa sesso” a Formigoni è sulla bocca di tutti prevalentemente per il suo aspetto fisico. Una situazione che il ministro non condivide in quanto desidera essere valutata “non sulle forme, ma sulle riforme”. Un po’ come la Minetti insomma.

Ma la Boschi non è solo “la più bella” della squadra di Matteo Renzi: con i suoi 33 anni è, infatti, anche la più giovane; caratteristica che in alcuni casi, come il confronto con il professor Luca Ricolfi a Le invasioni Barbariche, lascia trapelare la poca esperienza in ambito politico. Tuttavia, nonostante l’evidente difficoltà a sostenere il dibattito, il ministro mostra un eccellente uso della dialettica nell’evitare le scomode provocazioni dell’editorialista de La Stampa. Buona dialettica che, però, è venuta a mancare nell’occasione della campagna elettorale per Decaro sindaco di Bari, dove la Boschi è stata protagonista di uno spot talmente imbarazzante che al confronto la campagna pubblicitaria di Revolution Car sembra un film di Kubrick.

In ogni caso, dopo l’indignazione del ministro a fronte dei tweet che elogiavano il suo lato b  il giorno del giuramento al Colle, il popolo italiano si sta chiedendo che fine abbia fatto la figura della donna in politica a cui siamo stati abituati, quella da associare all’oggetto sessuale o all’incompetenza tanto per intenderci. Dopo anni di sfilate di moda della Minetti, di vestiti scosciati della Brambilla, di tunnel di neutrini e di qualsiasi affermazione da parte di Daniela Santanchè, pare che il ministro intenda risanare l’immagine femminile in un ambiente in cui, per troppo tempo, la donna è stata denigrata e insultata. La buona notizia è che al confronto l’abolizione del bicameralismo perfetto dovrebbe essere una passeggiata.

Renzi ha affidato alla Boschi una delle poltrone su cui sono state fatte più promesse per dimostrare che l’accoppiata bella e competente può esistere. E ora che le forme del ministro sono state ampiamente valutate, saremo ben felici di giudicarne al più presto anche le riforme. Per quanto riguarda il voto alla recitazione, invece, è meglio lasciar perdere.