isis idealmentreHanno ormai cadenza settimanale, per non dire quotidiana, le notizie sulle stragi e sui peggiori abomini compiuti dall’Isis in giro per l’Africa del nord.

Ho provato a documentarmi, a leggere ed a approfondire il tema. Volevo capire il perché di questa guerra, le motivazioni. Capire chi, per i seguaci dell’Isis, sono i colpevoli, quelli da combattere e quant’altro. Arrivato circa a metà della mia “ricerca”, tuttavia, mi sono interrotto. L’ho fatto perché non ho accettato più spiegazioni. Non ci sono ragioni che giustifichino una tale mattanza, una simile propaganda del terrore, le distruzioni di reperti archeologici. È barbarie, compiuta per mano di gente senza onore e senza rispetto per l’essere umano e la sua storia.

Attenzione: il mio non è un discorso contro il mondo musulmano. Purtroppo la storia ci insegna che siamo passati anche noi di lì. Condanno le loro angherie attuali come condanno quelle compiute secoli fa con la scusa delle crociate.

Condanno il comportamento della gente che si nasconde dietro ideologie religiose per giustificare dei fatti ingiustificabili. Le religione, di per sé, è forse la più grande invenzione (se di invenzione di tratta) dell’umanità: ha dato delle risposte a domande troppo grandi, è stata di ispirazione per l’uomo e, soprattutto è (o dovrebbe essere) la ricetta per un mondo migliore.african-immigrants_998807c

Già, dovrebbe, perché al contrario è sempre stata la causa delle più atroci battaglie della storia dell’uomo e generatrice di dolore.

La vera ed ultima evoluzione dell’uomo, sarà quella in cui ogni individuo capirà che i dogmi fondamentali sono gli stessi. L’ebraismo come l’ateismo, il buddismo come Scientology, auspicano l’amore e la comprensione. La convivenza dell’uomo con i suoi simili è l’unica via per un futuro.

Cosa può fare dunque, un comune mortale che paga le tasse e a volte va al cinema, per risolvere il problema attuale, ovvero l’avanzata del cosiddetto “Stato Islamico”? Deve fermarli. Non deve permettere che entrino nella sua vita.

È ovvio che non sia un discorso fisico, è un discorso culturale. La loro strategia in questo momento è molto semplice. Compiono atrocità e le piazzano sui siti, sui telegiornali. A mio modo di vedere il giornalismo fa bene a trasmettere certe immagini, perché l’informazione è informazione, bella o brutta che sia. Se la gente vuole solo sentire notizie belle o di facile digeribilità, è stato creato Studio Aperto proprio per quel motivo.

Dicevo, il comune mortale deve entrare in contatto con questa realtà, ma deve essere più forte. Deve riuscire a capire che quella è una piccola parte di umanità, una parte deviata e per certi aspetti deviante, che prova in tutti i modi a farci dubitare, a noi “occidentali”, del nostro vicino di casa. Vogliono che cominciamo a pretendere che vengano affondati i barconi stracolmi di gente che scappa proprio dal caos generato da questi folli criminali. Vogliono distruggerci a livello celebrale, creando una popolazione paranoica ed intollerante.

Siamo stati per secoli la causa del loro male, ora in un certo senso ci stanno restituendo la cortesia. Noi abbiamo il vantaggio di avere un po’ meno fame e soprattutto, più esperienza.

È il momento di dimostrare che siamo stati la culla della cultura e che la fiamma umanista non si è spenta. È il momento di riscattare almeno sette-otto secoli di sfruttamento dell’intero globo terrestre. È il momento di essere cittadini del mondo e religiosi credenti. Credenti in Dio, Allah e/o nel Big Bang.