imagesIl presidente eletto Donald Trump sta mettendo insieme la sua squadra di governo in vista del suo insediamento ufficiale il 20 Gennaio 2017. È davvero difficile descriverla con pochi e semplici aggettivi, è un misto di (in)competenze e follia. Riesce ad essere potenzialmente sia buona che catastrofica allo stesso tempo.

In questi giorni c’è molto dibattito intorno ai suoi nomi, alcuni dei quali dovranno comunque aspettare l’approvazione del senato e qualcuno scommette che ci saranno delle sorprese. Personalmente ci credo poco – credo invece nella conferma di quasi tutti – ma mi aspetto una presidenza sorprendente (nel bene e nel male), quindi tutto vale. Escludendo Mike Pence, il vice presidente eletto con Trump, chi ha già avuto la conferma sono Stephen Bannon, Michael Flynn e Reince Priebus.27710741704_8a3231eaf1_b

Di Bannon abbiamo già parlato, ex Goldman Sachs, ex editore e direttore di Breitbart News (giornale online di estrema destra), omofobo, islamofobo, antisemita e nazionalista sarà il consulente strategico. Michael Flynn è un ex militare, ha guidato le missioni Nato in Iraq e Afghanistan e la DIA, consigliere di Trump durante la campagna elettorale, noto islamofobo promuove una forte alleanza con Putin contro i “militanti musulmani” ovunque essi siano. A fare da “diga” alla possibile deriva anti-musulmana di Flynn, è stato nominato segretario alla Difesa l’ex generale dei marines James Mattis. Nonostante il suo soprannome sia “Mad Dog” e consideri l’Iran “la singola e più duratura minaccia alla stabilità e alla pace in Medio Oriente”. Reince Priebus invece, pur essendo presidente del comitato nazionale repubblicano e supportando apertamente Trump, ha posizioni molto più moderate e guiderà lo staff della Casa Bianca.

Un altro nome che avete già sentito è quello di Ben Carson. È stato uno dei partecipanti alle primarie repubblicane, afroamericano, neurochirurgo, creazionista (membro degli Avventisti del settimo giorno) e fermamente contrario alla sanità gratuita (considerandola portatrice di diseguaglianze). Sarà segretario allo Sviluppo urbano e politiche abitative pur non avendo la minima esperienza nel settore o di governo.welcome-to-the-alt-right-ill-be-your-guide-thank-3442605

Le nomine più succose sono, per ora, Rex Tillerson come segretario di Stato e Steven Mnuchin ministro del Tesoro. Tillerson è il CEO della compagnia petrolifera Exxon Mobil (conosciuta in Europa come Esso) e non ha nessuna esperienza politica. Coprirà la terza carica in ordine di importanza del governo statunitense ed è stata una scelta molto contestata. A parte l’inesperienza, c’è il problemino dei molti interessi economici che la sua azienda ha in Europa, in Medio Oriente e soprattutto in Russia. È infatti molto vicino al governo russo – premiato nel 2013 con l’Ordine dell’Amicizia – e preme per la cancellazione delle sanzioni che gli bloccano contratti milionari. Per tutti questi motivi non piace nemmeno molto agli stessi Repubblicani e la sua nomina è ancora in bilico. Non se la passa meglio Steven Mnuchin la cui nomina sta scontentando una parte dell’elettorato di Trump. Infatti è stato per molti anni uno dei manager più importanti di Goldman Sachs – gli stessi che Trump ha criticato in campagna elettorale, accusandoli di avere il controllo su Hillary Clinton – e ha delle accuse a suo carico piuttosto gravi sulla gestione irregolare di una banca californiana. Non ha nessuna esperienza di governo e si troverà, in quanto ministro del Tesoro, a poter decidere di diverse cose in conflitto di interessi con se stesso.27435263990_8f7566831d_b

Un’altra figura in conflitto con se stesso sarà il nuovo capo dell’agenzia per la protezione ambientale (Epa), Scott Pruitt. In passato infatti ha fatto causa all’Epa stessa, è molto scettico riguardo alle teorie sul riscaldamento globale e ovviamente un convinto sostenitore delle fonti di energia fossile. Più o meno sullo stesso piano possiamo mettere la nomina di Rick Perry a segretario dell’Energia. Perry è l’ex governatore del Texas, ha perso le primarie con Romney nel 2012 e, proprio durante quelle primarie dichiarò di voler cancellare quel dipartimento perché inutile (in realtà, durante un dibattito, non ricordò nemmeno il nome dell’agenzia e per quell’errore la sua carriera politica finì). Ha partecipato, ritirandosi subito, alle primare 2016 contestando molto duramente Trump – definito “un cancro” –  partecipando poi, ma con uguale sorte, allo show “Ballando con le Stelle” americano. L’agenzia che guiderà si occupa principalmente di armi nucleari e ricerche scientifiche in vari campi, dalla fisica all’astronomia, di solito è guidata da scienziati, e Perry non ha nessuna esperienza o competenza in materia. Nomina onesta.

Le contraddizioni, però, non finiscono di certo qua: Andrew Puzder, che si era opposto all’aumento del salario minimo e dello straordinario pagato, segretario al lavoro; Wilbur Ross, il “re della bancarotta” per la sua abilità di comprare aziende in crisi e rivenderle ottenendo grandi profitti, segretario al commercio; Betsy DeVos, miliardaria sostenitrice dell’istruzione privata, segretaria all’istruzione.

Durante la campagna elettorale, Trump ha più volte attaccato Hillary Clinton, anche per il suo ruolo come segretario di Stato e il suo coinvolgimento nell’attacco terroristico a Bengasi nel 2012. Nel comitato che indagò la Clinton e suo strenuo oppositore c’era Mike Pompeo. Per quello e per la sua vicinanza alle idea più estreme di Trump, è stato nominato direttore della Cia, la più grande agenzia di spionaggio al mondo.tr

Tra i punti programmatici del neo presidente Usa, ci sono una severa regolamentazione dei flussi migratori, lo smantellamento dell’Obama Care e una revisione dei diritti civili per coppie gay e persone transgender. In quest’ottica vanno considerate le figure di Jeff Sessions e Tom Price. Sessions, nominato ministro della giustizia, ha mostrato simpatie per il Ku Klux Klan, sminuito colleghi senatori di colore e si è opposto fermamente alle riforme del sistema migratorio o agevolazioni per gli immigrati senza documenti per ottenere la cittadinanza.

Tom Price come ministro della salute avrà il compito di modificare pesantemente la riforma sanitaria tagliando i sussidi per le fasce più deboli per diminuire i costi alla classe medio-alta. Tra le sue intenzioni spicca la volontà di diminuire i fondi alle organizzazioni che forniscono servizi di  interruzioni di gravidanza o di protezione alle donne e ai transgender.5440002785_7b1ed0ac3e_b

Viste queste prime nomine, ne esce un quadro abbastanza preoccupante. Non solo alcuni personaggi sono in aperta antitesi con le promesse elettorali di Trump ma confermano i sospetti della possibile ingerenza russa sulle elezioni. Alcuni poi sembrano un cattivo da fumetto, spostassero la sede di governo da Washington alla Slaughter Swamp fuori Gotham City, potrebbero formare la Legion of Doom della DC Comics. Non necessariamente, però, sarà tutto da buttare via. La natura contraddittoria di Trump si vede anche nelle nomine di Elaine Chao, competente donna immigrata di origini asiatiche, ai trasporti o Nikki Haley, di origini indiane e molto stimata, come ambasciatrice presso l’Onu. Abbiamo poi anche la recente inclusione nel gruppo strategico dei consiglieri per le politiche economiche di personaggi legati alla Silicon Valley, dichiaratamente anti-Trump e molto pro economie sostenibili. Tra i principali citiamo Jeff Bezos, proprietario di Amazon e Washington Post, Travis Kalanick, fondatore di Uber e Elon Musk, CEO di Tesla, SpaceX e cofondatore di PayPal.

Non possiamo sapere se basteranno queste poche persone “illuminate” a fare da contraltare a tutti gli altri. Considerando la differenza rilevante di importanza nelle posizioni ricoperte, molto probabilmente no. Attendiamo gli sviluppi delle prossime settimane e vediamo chi avrà la conferma del senato e se ci saranno nuove aggiunte. Di sicuro da Gennaio dovremo allacciare la cintura di sicurezza e prepararci all’imprevedibile. Sperando sia un “film” thriller con un lieto fine e non un horror.