tevezNella domenica in cui Alex del Piero entrava nel mondo degli -anta, ho trovato Zio Nestore, nella sua casa di riposo “Poveri Vecchi”, che si dribblava le infermiere, fingendo di essere Tevez. Quando mi ha guardato, esultante, trafelato, con gli occhi pieni di vetusta commozione, ho capito che ancora il calcio sapeva intenerirlo, ancora gli faceva battere il cuore. E allora mi sono commosso anche io. La Lazio schiantata dall’Empoli, la Samp fermata dal Milan. Ma soprattutto la goleada della Juve e il ritorno di una Roma affamata, con un Napoli che non vuole mollare la rincorsa

PROMOSSI
Sicuramente la Juve e, in particolare, Carlos Tevez, che ieri ha dribblato mezzo Parma, prima di infilare Mirante, accendendo la fantasia di migliaia di ragazzini che amano il calcio per quello che dovrebbe essere: uno sport. Gol fenomenale. A fine partita, Mirante ha raccolto la palla in fondo al sacco per sette volte. Niente male.

L’Empoli, che riesce ad arrestare la corsa furibonda di una Lazio in grande ascesa. Ci pensa un certo Barba (che in piemontese sarebbe poi Zio, mi ha fatto notare Zio Nestore), e Big Mac Maccarone con la sua madida pelata prepotente. Il calcio è anche questo, Davide che mangia Golia.

BOCCIATI
Il Parma e il suo allenatore (mi dicono sia Donadoni), i quali si sono calati allegramente le braghe prima di scendere in campo. Va bene riconoscere i propri limiti, ma arrendersi così è vergognoso. Chissà se il presidente Ghirardi, quest’anno, l’imposta Irpef per partecipare, nel biennio 2015-2016, alla Serie B la pagherà in tempo?

Per la seconda settimana di fila, l’Inter. Ma questa volta, oltre a Mazzarri, ci metto di mezzo il presidente Thohir, perché, forse, l’esonero è doveroso almeno quanto sarebbero doverose le dimissioni di Mazzarri stesso. E Vidic; se il progetto Inter è fondato su vecchie glorie ammuffite prese in estate a parametro zero, è giusto che anche il biscione, per la prima volta nella sua lunga e onorata storia, strisci, assieme al suo facoltosissimo (e incompetentissimo) presidente, verso i tristi lidi della serie cadetta.

RIMANDATI
Stephan El Shaarawy, che finalmente torna al gol, dopo lunghi guai (fisici) attorno ai quali è meglio non indagare. Ma quel pianto dopo il gol non era proprio necessario. Si crede Cary Grant. Risultato disastroso.

Alex Del Piero, che compie quarant’anni. Tanta classe, e un tatuaggio lasciato in tutti i cuori juventini. A differenza di Schettino, qui è sttata la nave (bianconera) ad aver chiesto la fuga al suo capitano. Che, forse, avrebbe fatto meglio a chiuderla lì, quella carriera strepitosa. A quarant’anni, Zanetti e Maldini ancora dominavano l’Europa, lui gioca in India dopo aver svernato in Australia. Pazienza, non si può avere tutto. Buon compleanno, comunque.