maxresdefaultIl piccolo Davide armò la fionda e abbatté il gigante Golia. Samuele, capitolo 17. O meglio, Stadio Tardini, sabato sera scorso. Il Parma, già fallito, annienta la gigantesca Juve. E’ sempre romantico, quando accade, e non possiamo che non commuoverci di fronte all’incredibile ventaglio di soluzione imprevedibili che ci offre questa scienza inesatta. Inesatta al punto che una Roma rammaricata per il secondo posto, rimpingua le proprie disgrazie subendo il sorpasso da una Lazio stellare. Il Napoli di clausura stravince a Firenze e si guadagna il quarto posto. Montella versione Aulin e nostalgia.

PROMOSSI:

La Lazio, del (ahimè) presidente Lotito, che con Pioli ha trovato una quadratura perfetta del cerchio. Undici frecce azzurre impazzite governano i campi di tutto lo Stivale, tanto da insediarsi al secondo posto, alzando il ditino, durante il sorpasso, ai cugini giallorossi. Candreva ringrazia e lancia un missile di ringraziamento. Sportiello, impaurito, lo lascia entrare.

German Denis, che, in mancanza di Pinilla, segna lo stesso. Ma non un gol qualunque, no: una bicicletta come solo il cileno sa fare. Pare che all’Atalanta si allenino in queste acrobazie: se il calcio è spettacolo, meglio pochi ma buoni, meglio la Serie B ma con una cesta di gol da pazzi furiosi.

BOCCIATI:

Alessandro Florenzi che, imbeccato da Claudio Raimondi ai microfoni di Mediaset, ci casca come un pivello. Prima fa polemica per il gol del Toro, da annullare. Quando Raimondi gli fa notare che forse il rigore che ha battuto era inesistente inizia a comportarsi come un tamarro da banlieue e se ne va. Rosicone.

MENZIONI D’ONORE:

Parma, che nel male ha saputo abbattere la Juve. Il lunedì è stata fatta una grigliata di carne societaria, per festeggiare l’avvenimento. La carne l’ha pagata il capitano, Lucarelli, la carbonella l’ha portata Donadoni. L’amaro l’ha portato Ghirardi.

Massimo Ferrero, che durante un collegamento con gli studi di Mediaset Premium, si è fatto portavoce dei milioni di maschi italiani che seguono il pallone, o quello che ne rimane. “Michela” Calcagno, cercando di intervistarlo, direttamente dai garage del Meazza, viene circuita (perché corteggiata mi sembrava un parolone) dal Viperetta, che ne esalta le doti femminee, ponendola addirittura come l’antagonista della D’Amico. Vox Massimi, Vox Dei.