quagliarellaNella prima assolata domenica di febbraio, arrivo alla casa di riposo e trovo Zio Nestore in preda a una crisi di nervi, con l’infermiera che tentava di infilargli il catetere, onde evitare di allagare nuovamente il salottino. “Non è possibile”- scuoteva la testa – “Perché nessuno esulta, quando segna? Sono tristi? Perché non gli fanno una multa, come quando si tolgono la maglietta?”. Quagliarella fa una tripletta e non esulta, poi Nocerino, Zaccardo e Pinilla, tutti gol senza sapore in una domenica che vede la “manita” del Toro alla Samp, l’Inter sempre più sull’orlo del baratro, la Juve che non approfitta del quarto pareggio consecutivo della Roma.

PROMOSSI:

Quagliarella, il quale, si vociferava, fosse in coma, e che rispondesse agli stimoli solo allargando le braccia e sbuffando. In barba alle malelingue, ne fa tre in un colpo solo. Tutti i tifosi granata gli augurano una convalescenza fruttuosa.

Il tridente d’attacco del Sassuolo, che infila per ben tre volte l’Inter, con tre ragazzini che corrono e smaniano e tirano certe fucilate che Handanovic sta ancora cercando ora. Che sia un avvertimento per tutti quanti: invece di raccattare bidoni dell’umido da campionati stranieri, si creino realtà con un progetto valido, che valorizzi e che stimoli i calciatori. E poi un po’ di sana gioventù, diamine.

 

BOCCIATI:

Il Parma, non tanto per l’ennesima figuraccia, quanto per la situazione societaria che vede un organico allo sbando (vedi Cassano) e un direttivo fantasma, alla cui guida dovrebbe esserci un gioielliere albanese (ma veramente?)

L’Inter, in tutte le sue forme di interismo. Dalla paffuta espressione di Thoir, che sta a metà tra “Sono più carino di Bugs Bunny” e “Ti infilo nella macchinetta per le tagliatelle e ti faccio a strisce”, alle scuse “british” di Mancini, all’arroganza e alla supponenza ingiustificata di Icardi, che sta al calcio come Bugs Bunny alla presidenza della Repubblica.

 

RIMANDATI:

Mihajlovic ed Eto’o, che dopo quarantotto ore di convivenza hanno già avuto screzi. Il motivo non è chiaro. Certo, da due signori come loro non c’era da aspettarselo. E poi diglielo, Ferrero, che queste scaramucce non si confanno alla nuova politica della morigeratezza blucerchiata? Diglielo!