bigEppure Tino Costa ero sicuro di conoscerlo. Ecco, ci sono. E’ quel cetaceo abbonato al tavolo della pinnacola, Alpestre in una mano, le carte nell’altra. Centoquaranta chili, zippati in un metro e cinquantotto. E invece mi confondevo. Tino Costa, argentino, faccia da Marlboro rosse, rifila una doppietta farlocca al Toro. Nella Caporetto granata, Ventura & Co. salutano le speranza europee, lasciando spazio al Gasp e a Tino Costa. Certo un calo era prevedibile. Nulla di male, può accadere. D’altronde, come mi disse la mia prima morosa, l’amore non svanisce con un paio di prestazioni insufficienti.

L’Europa presto saprà le sue concorrenti, la Juve è ormai campione d’Italia e lascia pareggiare il Cagliari. Il Parma ferma il Napoli. La Roma cade con il Milan, la Lazio contro l’Inter.

PROMOSSI:

Milan e Inter, con il beneficio del sarcasmo. Stagioni disastrose, soprattutto per i rossoneri. Ma, in una domenica sola, abbattono Roma e Lazio. Saranno contenti Salvini e i suoi amici, secondo i quali “Padania lavora, Roma divora”. Più che lavoro, qui c’è lo zampino della Madunina, che ha fatto il miracolo.

E a proposito di miracoli, il Parma arresta anche il Napoli. L’ultimo baluardo di una società morente sta nella tenacia dei suoi uomini, che fedelmente combattono ogni assalto avversario. E’ una lezione commovente, soprattutto per i soliti qualunquisti logorroici che sostengono che non c’è nulla di divertente nel vedere ventidue strapagati birilli calciare una palla. Stolti! Il calcio è filosofia, è poesia, al pari di Hegel e Rilke. Anche un po’ di più.

BOCCIATI:

Il Toro, che per qualche strano motivo decide di arenarsi in quel di Marassi e lasciarsi sbranare da un Genoa saprofago. Manita, e ciao Europa ciao. Sarà per l’anno prossimo.

Lazio e Roma, che si dimenticano la dignità e perdono contro le due compagini più ridicole del campionato. Se Hernanes è l’uomo in più per i nerazzurri, Mauricio e Marchetti sono gli uomini in meno dei biancocelesti. Totti resta l’ultimo Imperatore, ma i barbari sono alle porte.

RIMANDATI:

Il Napoli, e il suo andamento altalenante. Benitez non rinnova per via del mal di mare da risultato. Peccato, è una bella squadra, con un organico validissimo, che ogni tanto perde la concentrazione e si ritrova in alto mare, a bordo di un canotto.