imagesQuando ho detto allo Zio Nestore che avrei tenuto una rubrica sportiva il martedì, dall’alto dei suoi novantasette anni, ha alzato le spalle, come a dire “Fai quello che vuoi”.

Gli ho chiesto se non fosse felice di questo. Mi ha risposto freddandomi: “Il calcio è una cosa seria e tu sei un incompetente”. Zio Nestore è stato per una vita uno dei migliori terzini della terza categoria del torinese; credeva di essere un vero atleta, un professionista: ma era solo un paperino, pieno di sogni e con i piedi di un ferroviere, ma quando mi parla delle sue imprese, mi sembra di sentirlo ancora galoppare sui campi gibbosi delle peggiori province piemontesi.

Ha ragione lui. Il calcio è una cosa seria. E’ forse l’unica cosa seria che succede la domenica. E’ sacro in qualche modo. Ma a prenderlo troppo sul serio si finisce per annoiarsi.

Così, con questa rubrica (se Pistocchi è l’opinionista cardine di Mediaset e Bagni ha commentato per anni la nazionale, credo di potermi permettere una rubrica semiseria sul mondo del pallone) vorrei dipingere con colori diversi le domeniche, riderci su, scovare personaggi discutibili ed eleggerli paladini della giornata, far assurgere nell’Olimpo degli dei del calcio Zio Nestore e la sua tenacia onirica e condannare negli inferi la supponenza di Gigi, il portierone della nazionale. Voglio far polemica, voglio che ci si diverta insieme a far polemica.

E naturalmente, voglio dedicare questa rubrica a Zio Nestore e a tutti gli amici che, come me, del pallone capiscono nulla o quasi, ma che, caparbiamente, continuano ad amarlo follemente.