Juve_artikelBoxQualche incauto tifoso juventino, questa mattina, al bar, inneggiava già al triplete. Sono fatti così, che cosa ci dobbiamo fare. Però Tanta roba, in effetti. Tre a zero e la Viola è ancora al Franchi a cercare l’Armata Allegri. Ma anche Serie A e il sabato di Pasqua che propone ben poche sorprese, eccetto il Milan vincente (questa sì che è una novità) e l’Inter che pareggia col Parma a San Siro (cosa che non lascia neanche troppo stupiti). Da apprezzare, però, soprattutto la girata di Pinilla contro il Toro. Del resto il cileno non è nuovo a simili acrobazie. Una punizione a due in area empolese quantomeno dubbia, vista la natura roccambolesca del presunto retropassaggio di Rugani, con conseguente sassata di Tevez sotto la traversa. Memorabile anche Zio Nestore, che, vedendo la faccia preoccupata di Andrea Agnelli in tribuna, mi ricorda che per la sua famiglia, questo, è un periodo di grande lutto.

 

PROMOSSI:

Il Cesena, sotto di tre reti fino al settantesimo, contro un Verona ispiratissimo. Poi chissà che cos’è accaduto. Forse anche loro, un pelo in anticipo coi tempi, sono usciti dal loro sepolcro e hanno benedetto l’incredula squadra di Mandorlini, con la santissima trinità Carbonero-Brienza-Succi, che certo di strada da fare ne ha moltissima, prima di arrivare a Damasco.

Pinilla, che mi ha fatto godere come un pazzo, pur essendo un convinto tifoso granata. Una girata d’antologia, in pieno stile Carletto Parola, versione copertina Panini. Peccato che Parola avesse spazzato l’area di rigore, mentre il cileno ha insaccato il pallone nel sette. Ho goduto doppiamente quando si è fatto espellere per aver aggredito il tranquillissimo Basha.

La Juve, versione Caterpillar. Inizia forte, schianta la Viola. E la terza marcatura è un mix di potenza, coordinazione e precisione. Peccato che il piedino fosse quello di Bonucci e non di Zidane. Ma noi siamo di bocca buona, e ci accontentiamo.

 

BOCCIATI:

L’Inter, che pare aver compreso la parola “Crisi”, sebbene qualcuno gliela stesse suggerendo da qualche tempo. D’altronde la società è sfasciata, con il presidente residente in Indonesia e un allenatore con la verve e il carattere di un Barbapapà. Pareggia con un Parma super-devastato e si allena il giorno di Pasqua alle 8.30 del mattino. Poveri!

Il Napoli, che a inizio campionato sembrava una serie pretendente al titolo, e che ora viaggia a quota Europa League, a +5 dal Toro. Se si considera che con il cartellino di Higuain, Petracchi e Cairo hanno costruito una squadra intera, forse l’oculatezza paga di più dello shopping sfrenato (che poi Higuain è un fenomeno. Ma Koulibaly e Britos sono da Cottolengo).

 

RIMANDATI:

La Viola, che ahi ahi ahi, fallisce la qualificazione. Forse eccesso di sicurezza. Forse. Probabilmente una Juve troppo superiore, tatticamente e fisicamente. Non capiscono nulla. Montella, in panca, tra rimpianti e Novalgina.