Al terzo gol di Higuain salto in piedi sulla poltrona benedicendo gli dèi del fantacalcio: finalmente il mio bomber si è svegliato. Si sveglia anche Zio Nestore, che si era appisolato sulla poltrona. Gli dico della tripletta di Higuain e sbadiglia: “Una volta esistevano gli stopper, che picchiavano come fabbri. Adesso i difensori sono tutti in fila dall’estetista: è chiaro che anche Higuain sembra un fuoriclasse!”. A parte questa stroncatura di Zio Nestore, il grigiore della prima domenica dell’ora solare non è certo stata esaltante. La Juve scappa, la Roma arranca, il Parma è ultimo, alla faccia dell’Europa League.

 

PROMOSSI:

il PIPITA (che peraltro ho scoperto essere una malattia che colpisce i volatili, in particolare i gallinacei; chissà se Hamsik rischia il contagio, ora che è tornato ad alzare la cresta!), conserva il veleno delle vipere in letargo; al primo tepore morde e avvelena un Verona non esattamente irresistibile. Pagato 140 milioni al fantacalcio: era ora.

DANILO AVELAR, con un passato da terzino, ora sogna un futuro da Juninho Pernambucano. Zeman gli affida i calci piazzati, dopo che il quarto uomo di Empoli-Cagliari ha spiegato al tecnico boemo che anche i difensori possono segnare. Batte una punizione magistrale e piazza un rigore.

TOTO’ DI NATALE, una specie di highlander con la carogna di un ragazzino. Gol e assist, e un posto d’onore di fianco alla poltrona di Zio Nestore, non appena deciderà di appendere gli scarpini al chiodo.

 

1401488_Massimo-Ferrero_thumb_bigBOCCIATI:

KEITA BALDE DIAO e la sua LAMBORGHINI. Esattamente una settimana fa, l’attaccante spagnolo della Lazio, di ritorno da un qualche locale, si stampava contro un muro con la Lamborghini. La ricomprerà, visto lo stipendio fornitogli da Lotito; quello che non potrà comprare è il buonsenso. Fortuna che è rimasto illeso.

FERRERO, che, ai microfoni di Enrico Varriale, brilla per acutezza intellettuale, tolleranza e geografia, dando a Thoir del filippino, e consigliando a Moratti di cacciarlo via. Meno simpatico di un cinepanettone e certamente più volgare e ignorante. E ce ne vuole.

 

RIMANDATI:

la ROMA e la sua VOGLIA DI RISCATTO. La squadra di Garcia è forse ancora troppo immatura e paga l’emozione. Sembra un adolescente alle prese con la prima morosa: non sa dove mettere le mani, perde la calma e viene tradito dall’ansia da prestazione. I numeri ci sono, manca la malizia e l’esperienza.

MORATTI, che deve aver sentito puzza di bruciato e si è auto-defenestrato. C’è puzza di magheggio: chissà che il robotico Thoir (CHI-NON-SALTA-ROSSO-NERO-….-E’) non sia l’asiatica versione di Lucianone Moggi. Visti i risultati direi proprio di no.