totDopo i misfatti di Parigi, sembra quasi una sorta di mancanza di rispetto ritornare alle vecchie abitudini, alle vecchie discussioni. Anche Zio Nestore, che ha veduto, in vita sua, troppe guerre, troppa violenza, se ne sta sulla poltrona, mentre Er Pupone la insacca in sforbiciata, bofonchiando qualche cosa, a metà tra l’enfisema e la litania. Eppure il calcio può e deve essere un riscatto, a fronte di un mondo così scriteriato.

PROMOSSI

Francesco Totti, Er Pupone, l’Ottavo Re di Roma. Qualcuno, prima del derby, lo voleva in panchina, vista l’anagrafe e la partita un po’ troppo maschia. Zittisce tutti: due pere; la seconda in acrobazia, alla faccia del vecchietto. Qualcuno, a quell’età, fa già il pensionato in qualche campionato indiano: lui si fa i selfie con la curva. Ah France’: sei immortale!

Kamil Glik. Che poi chi lo ha detto che i bomber devono per forza essere attaccanti. La responsabilità del gol, la fame, te la devi sentire dentro, e poco importa se di mestiere fai lo stopper e hai i piedi di ferroviere ungherese. Capocannoniere del Toro, profilo polacco, capitano e bandiera granata. E’ lui il dopo Ciro.

BOCCIATI

Il Parma, che si è dimenticato di essere in Serie A. La striscia negativa si è protratta abbastanza a lungo: dall’Europa alla B. Ma che cosa sarà successo? Cattiva gestione aziendale? Delusione per l’esclusione dall’Europa? Nel frattempo Ghirardi sta sull’uscio a rimirar qualche compratore che tarda ad arrivare. Per caso, avrà le mani sporche anche lui?

Il Cesena, anche se mi spiace condannarlo a questo modo. La massima serie è diventata a tal punto competitiva che non riesci più a sfangarla se non hai un progetto più che valido, e non investi fior di quattrini. La società emiliana (a ben pensarci non è una stagione molto brillante per l’Emilia, tolto il Sassuolo) ha fatto il giro d’onore della massima Serie. Il prossimo anno tornerà tra i lidi cadetti, tra lo squacquerone e la piadina.

RIMANDATI

Andreolli. Era il suo momento. Dopo Mazzarri, finalmente qualcuno era tornato a credere in lui. Mancini lo schiera titolare contro il Genoa e lui che fa? Gli rifila una mina sul muso che lo stende. Buona mira, muso sbagliato.