“Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così, che abbiamo noi che abbiamo visto Genova”. E Genova l’ha vista sì, Zio Nestore, guardando le sintesi a fine domenica. E ha visto entrambe le squadre volare nelle zone nobili della classifica. Ma quell’espressione “un po’ così” credo sia dovuta al catetere. Ad ogni modo, tolte le sorprese di Empoli e Sassuolo che hanno fatto sudare un pareggio, rispettivamente a Napoli e Roma, tutto è andato secondo copione.

 

zaza romaPROMOSSI:

Zaza, soprattutto per la sostanza con cui ha giocato la gara. Anche perché per realizzare un gol come il primo, è sufficiente correre come uno sciacallo e avere la fortuna di trovare un portiere scriteriato che ti rinvia sui malleoli. Per il resto, però, ineccepibile. Corre e smista e segna pure. Conte ne sarà felice.

Genoa e Samp, a cui allegherei il Gasp e Sinisa, per il lavoro svolto sino a qui con le rispettive squadre. Genova torna a respirare grazie al calcio, dopo i disastri dell’alluvione. Fa bene ogni tanto vedere realtà sportive diverse farsi largo nello stretto cunicolo della gloria calcistica. Avanti così, senza esitazioni.

 

BOCCIATI:

Il già citato Morgan de Sancits, vittima di uno svarione tremendo che consegna a Zaza la gloria del primo gol. Un gesto del genere lo si vede raramente negli allenamenti fangosi della Terza Categoria; quasi mai alla Playstation. Chissà che gli è preso?

La difesa del Napoli, che rientra di prepotenza nella lista dei bocciati. Prendono due gol dall’Empoli, che sicuro gioca bene ma non è il Real, con due imbucate vergognose. Se Benitez fosse in grado di regolare le retrovie, questo Napoli, con le sue potentissime bocche da fuoco, sarebbe da scudetto.

 

RIMANDATI:

Il Mancio,che probabilmente non ha capito che il cambio di allenatore è stato fatto per dare uno scossone mentale alla squadra. Cambiare modulo serve a poco, se non si cambia l’impostazione psicologica dell’organico. Che poi organico è il termine giusto: l’unico posto dove non sfigurerebbero Ranocchia e compagnia briscola è il bidone dell’umido.

Stendardo, che per un momento si improvvisa bomber e realizza la rete del momentaneo pareggio dell’Atalanta. Poi, sempre su calcio piazzato sale. Gli capita sul destro l’occasione della vita, chiudere la partita sul quattro a due e realizzare una doppietta storica, almeno per lui. Invece, a porta completamente sguarnita, sparacchia la palla direttamente in fallo laterale. L’unica giustificazione plausibile è un eccesso di zelo: difendere la porta è una missione per lui. Poco importa se per una volta ha difeso anche quella avversaria.