roma_vs_Juve5Tutti aspettavano Roma-Juventus per un match spumeggiante. Ci si aspettava una Roma arrembante che avrebbe dato filo da torcere ai bianconeri. Invece è venuto fuori uno scialbo 1 a 1, con pochissime emozioni e tanto nervosismo, tanto che De Sanctis e Manolas si prendono a male parole a fine primo tempo (chissà poi perché?). Ma quando le big non brillano per intensità e spettacolo, ci pensano le piccole a far sognare: un Toro da dodici risultati utili consecutivi, il Palermo che, pur non vincendo, gioca un calcio da tachicardia e mascella abbassata con tanto di bavetta.

PROMOSSI:

Il Palermo, che ho avuto il piacere di seguire con attenzione, questa settimana. E’ vero che non ha vinto, è vero che l’Empoli non è il Bayern, ma che qualità! Vazquez è Dybala hanno certo una marcia in più, e il prossimo anno saranno all’estero, ma per il momento godiamoceli, perché sanno giocare a pallone. E vincere non è l’unica cosa che conta. Anche il calcio è uno spettacolo. Lavoriamo per quello.

Il Toro, in particolare nella persona di Giampiero Ventura. Un gruppo compatto che non perde da dodici partite. Un allenatore su misura per una squadra che ha bisogno di cuore e di coraggio. E di intelligenza. C’è tutto in questo Toro, che prima espugna il San Mames e poi fa incacchiare Benitez, che risponde alle interviste di fine match a monosillabi. Sta tornando quel famoso tremendismo, per cui tanto è famoso il Toro. Chiedere a Glik.

BOCCIATI:
Il Cagliari, che fino a questo momento sta beneficando della cura Zola come un anziano della gioventù. Gioca male e reagisce peggio alle sconfitte. Almeno l’orgoglio, verrebbe da dire. Ma neanche quello sanno tirare fuori. Magic Box fa come può, con quello che ha. Ma il divario con le altre squadra risulta netto. Sculacciati anche da un Verona timidino. Non resta che piangere (e rimpiangere), pensando a quando Zola correva su quel prato e inventava magie straordinarie.

Il Sassuolo, che dopo un avvio spumeggiante, ha iniziato a viaggiare su ritmi fiacchi. Inventa poco e le sue api non pungono più. Prende tre pappine dalla Lazio (quella di Felipe Anderson è una libidine bell’e buona) e non pensa a reagire e a far male. La convinzione, però, è che abbia tutte le carte in regola per reagire, e concludere il campionato a testa alta.

RIMANDATI:
Manenti, che non ho ancora capito chi sia e cosa faccia, di preciso, ma che ha trovato un modo simpatico di farsi pubblicità. Peccato che tutta questa notorietà abbia fatto venire a galla millenovecento euro di multe non pagato. Una sciocchezza, per carità. Ma chi lascerebbe una società in mano a uno così? Viene aggredito dai tifosi. Rischia grosso, viene scortato dalla Polizia. Cosa accadrà, ora? Dichiarare il fallimento falserebbe il campionato, ma renderebbe certo più sereno (o rassegnato?) il clima parmense.