downloadDomenica piovosa e grigia. A dominare la Serie A un branco di squadrette sparute che non sanno regalare emozioni. L’europocentrismo sminuzza la domenica sportiva in un mosaico che si sa quando inizia (il sabato, appena prima di cena) e non si sa quando finisce. Sospira, Zio Nestore. Pensavo fosse l’enfisema. Invece mi rivela di non voler più assistere, per nessuna ragione, a Genoa-Chievo come big match del pomeriggio. A brillare solo la stazza dell’arbitro Doveri, che appare Primo Carnera, vicino all’emaciato e olivastro Birsa. La Roma sconfitta, la Lazio al terzo posto grazie alle magie di Felipe Anderson, Toni versione Highlander, una Juve senza immaginazione che continua a dominare il campionato.

PROMOSSI:

Luca Toni, che a vedere i Mondiali 2006 sembrava più brasato di Flachi dopo aver incontrato Biancaneve. E invece risorge, alla tenera età di trentotto anni. Segna una doppietta al Napoli (che ha però l’organizzazione difensiva degli zombie di Resident Evil). Un gol di prepotenza purissima, di chi sogna ancora in grande e non vuole smettere di giocare al gioco più bello del mondo.

Felipe Anderson, che con l’aiuto di Maksimovic e brigata, confeziona due cioccolatini degni della Selecao. Impressiona soprattutto per i numeri, le magie, le giocate. Se poi sa essere concreto anche sotto porta diventa inarrestabile. Un gran giocatore. Dovrebbe trovare un po’ di continuità in più, e magari non cadere nella Saudade, ingrassando come un vitello da churrasco, rimpinzandosi di Calvados.

BOCCIATI:

La Roma, che finalmente è guarita dalla pareggite acuta ed è tornata a perdere. L’organizzazione di gioco di stampo portoghese (possesso palla elegante e tiri in porta zero) funziona come un Tamagochi sott’acqua. La Samp aspetta un tempo. Poi partono i velocisti e la banda di Garcia non capisce più un’acca. Il prossimo anno, magari…

Il Milan, che era partito bene con la Viola. Era riuscito ancehe a rubare un gol viscido: ciabattata sbilenca e deviazione vincente di Destro. Poi blackout. E la Viola punisce. Macina gioco, segna e tanti saluti. Qualcuno ha parlato di Sarri, per un post-Inzaghi. Qualcuno inneggia a un Seedorf bis. Nessuno si domanda quando Galliani e Berlusconi opteranno per un pensionamento (Silvio ha già bloccato un monolocale con vista mare in zona Rebibbia. Galliani si godrà le sue videocassette di quando interpretava Zio Fester).

RIMANDATI:

I ventidue perspicaci ragazzoni, che durante Fiorentina-Milan non si sono accorti che l’arbitro Russo aveva chiesto il cambio per un problema muscolare. Per loro, tutto ciò che c’è prima del collasso non è infortunio.

P.S.: Auguri a quello Strunz di Giovannino Trapattoni, che ne fa settanta.