ConteUltimamente si sente dire agli opinionisti, nei programmi d’informazione sportiva, che il calcio italiano è in crisi, che non ci sono più talenti, che lo spettacolo è povero. Ma, guardando i tabellini delle partite del nostro campionato, si vedono sempre più gol. Che siano i primi segnali di una rinascita sportiva, di una lenta ascesa allo splendore di un tempo. Interrogo Zio Nestore. “Ma secondo te, in un calcio in cui Chiellini è bandiera della nazionale, i molti gol sono merito degli attaccanti, o demerito dei difensori, che sono sempre più da censura?”. La visione disincantata di Zio Nestore è tanto lucida quanto sconfortante.

PROMOSSI:
Partirei da Capitan Glik, che salva doppiamente la pelle a un Toro sempre più smunto e pallido. Doppietta (il primo gol non l’avrebbero fatto i due terzi degli attaccanti che militano in Serie A) e tre punti di ossigeno purissimo, per un Natale quasi sereno in casa granata (sperando che Cairo, oltre al Pandoro comperi qualche rinforzo di qualità).

Franchino Vazquez, che, per chi non lo conoscesse, sta a Palermo. Domenica sigla la sua prima doppietta nella Massima Serie. Il secondo gol è d’antologia: pallonetto in corsa da venti metri e Sportiello costretto al collarino per un paio di settimane. Continua così che Zamparini ti vende a fine stagione al Borussia Dortmund.

BOCCIATI:

Ora, anche se, pindaricamente, volo dalla Serie A alla Supercoppa, vorrei menzionare la Girandola di rigoristi bianconera. Spiegatemi voi, guru del pallone, a quale essere umano nel pieno delle proprie facoltà fisiche e mentali (oddio!) viene in mente di far tirare il rigore decisivo a Chiellini? Ditemelo! Un tiro che non avrebbe fatto tremare neanche il più occhialuto portiere da oratorio (di solito si chiamano Ciccio o Coso, i portieri da oratorio). Rafael non si limita a respingere meschino tentativo di gollonzo, ma blocca la sfera. Umiliazione più grande non esiste, simbolo del calcio italiano che si sta sfasciando come il cervello di Salvini o il sogno Cinque Stelle (quello di Grillo, non quello della Sammontana)

RIMANDATI:

Pare sia stata ritrovata una Letterina di Conte a Babbo Natale, in cui il CT della Nazionale chiede che Allegri venga lobotomizzato (più di così?) e che Tavecchio gli conceda uno “Stage Nazionale” ogni due settimane. Hai visto, Anto’, com’è difficile allenare una Nazionale, tu che piantavi su un quarantotto quando Prandelli ti strappava dalle grinfie uno dei tuoi gioielli (che poi Chiellini è bigiotteria)? Se poi conti che la Nazionale in questione è quella italiana, e che i club del nostro paese abbiano lo stesso sentimento patriottico di Armin Zoeggler, allora capisci che così non può funzionare. Mettiti il cuore in pace, da bravo. Siam pronti alla mort…acci vostri e alla FIGC!