800px-Her_2013Se fate parte di quel gruppo di persone che chiacchierano con Siri forse è arrivato il momento di farsi qualche domanda. Perché in un futuro non troppo lontano, descritto da Spike Jonze nella sua ultima pellicola, la tecnologia potrebbe avere un ruolo molto importante all’interno della nostra società. Non che ora non c’è l’abbia, ma nel domani rappresentato nel film Her, l’uomo potrebbe preferire la compagnia del sistema operativo Samantha (doppiato da Scarlett Johansson nella versione originale) rispetto a quella di un altro essere umano.

Fantascienza? Non così tanto a quanto pare. In un articolo su La Stampa Vittorio Sabadin riporta i dati di una ricerca effettuata in Gran Bretagna che definisce allarmante il rapporto dei ragazzini con lo smartphone. La cosa grave, sottolinea il giornalista del quotidiano torinese, è che questa alienazione dei giovanissimi verso i dispositivi mobili è frutto dell’insegnamento dei genitori che hanno portato (involontariamente) i figli a preferire il mondo virtuale a quello reale. Tutti punti condivisibili (tranne l’accenno alla gravità del portare il telefono in bagno: oggettivamente è più comodo del classico giornale), ma non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. La differenza tra i due mondi sopra citati si sta assottigliando sempre di più e oggi giorno la tecnologia non solo è importante, ma fondamentale.

È un errore dire ai ragazzi che lo smartphone non è un regalo. Sarebbe più opportuno insegnare loro che lo smartphone non è solo un gioco, ma bensì uno strumento che può essere utilizzato per espandere il proprio sapere, arricchire la propria conoscenza, trovare risposte alle curiosità, inventarsi un lavoro, confrontarsi con persone e società che vivono dall’altra parte del mondo. Ed è soprattutto nelle scuole dove, affiancando al nascondino dell’intervallo l’insegnamento dell’informatica, i ragazzi devono essere istruiti in questo ambito. Soprattutto in un paese come l’Italia che sul tema del digitale è parecchio arretrato.

Per quanto mi riguarda preferirò sempre una buona birra con un amico ad una conversazione su Whatsapp, perché passare la vita davanti ad un monitor non ha senso. A meno che il monitor non parli con la voce di Scarlett Johansson. In quel caso sarebbe un discorso diverso.