Se avete un account su Facebook, Twitter o Instagram è impossibile che non abbiate mai sentito parlare di Tasty (o di una delle sue declinazioni). Su Facebook conta 94 milioni di like ed è una pagina che, in qualche modo, ha fatto storia.
Nasce come area indipendente di BuzzFeed, una compagnia americana che si occupa di media e notizie, e parla, o meglio mostra dei video, di preparazione del cibo in quasi tutte le sue sfaccettature e culture. Come BuzzFeed ha cambiato il mondo delle news con i suoi principi (parlare allo sfinimento di quello che piace, creare contenuti, diventare la moda), così Tasty sta cambiando il mondo della cucina. O almeno ci prova.
All’inizio i suoi video, che sono sempre girati dall’alto, con colori saturi, velocizzati per tagliare le parti morte, mostravano ricette facili, veloci e soprattutto di moda o con alimenti di moda: formaggio, carne, cioccolata. Col tempo hanno aggiunto complessità, ricerca e colori. Oggi sono una vera e propria istituzione.
L’idea, propria di BuzzFeed come già detto, è di raggiungere tutti. Ci sono delle sezioni per vegetariani, per i drink, per i bambini e quella con vip e cuochi famosi. Ci sono ricette con pochi ingredienti e ricette con ingredienti rarissimi e numerosi. Ci sono, ovviamente, ricette tradizionali di tutto il mondo e ricette inventate nei forum di cucina.
Una delle caratteristiche principali è di non avere una voce che spiega la ricetta, al massimo una musichetta accattivante, ma di presentare via via gli ingredienti man mano che la ricetta viene svolta dalle mani (unica parte umana visibile) del cuoco di turno. Altro famosissimo marchio di fabbrica è l’inquadratura finale, ravvicinata, in cui il pasto viene tagliato o inforchettato e usualmente cola del sugo, del formaggio, dell’olio o comunque una crema di accompagnamento. Un’immagine che serve a far venire l’acquolina in bocca a chi guarda (e ci riesce eccome).
Questi video sono sempre brevissimi, intorno ai 3 minuti e grazie a questa caratteristica sono al terzo posto dei video più visti e condivisi su internet (dopo il porno e la musica). Se da una parte semplificano molto la cucina e omettono alcuni passaggi anche abbastanza importanti, dall’altra sono utili per far conoscere metodi, ingredienti e gusti di tutto il mondo. Proprio il loro successo in America ha portato ad una riscoperta della cucina casalinga e di ingredienti freschi. Addirittura ha creato una linea di piani cottura che ha messo in vendita e che ti permette di “cucinare come nei video”. Sembra banale ma in un paese come gli Usa, non tutte le case hanno una cucina come la intendiamo noi europei.
Tasty, nonostante le differenze culturali, è famoso e visualizzato anche in Italia. Noi che siamo la patria del cibo e della cucina, guardiamo milioni di volte i loro video a base di ceddar e maionese. Noi che avremmo potuto con molta facilità fare un Tasty di eguale successo. O forse no?
Da noi non mancano le ricette (migliaia), non mancano gli ingredienti di tutti i tipi e non mancano i colori. Però Tasty è diventato tale perché ha potuto svilupparsi e crescere, ha potuto contare su un pubblico e soprattutto una mentalità che non ci appartiene. Vi immaginate cosa sarebbe successo nei commenti sotto un video di una carbonara? La guerra, con insulti, diffamazioni e richiami al boicottaggio.
E i soldi? Pur non essendo costoso, Tasty per il primo anno e mezzo è stato realizzato completamente in perdita. La sua semplicità realizzativa (camera fissa e pedalare) è dovuta anche a questo aspetto. Solo in tempi abbastanza recenti ha iniziato a “fare soldi” e soprattutto grazie alle sponsorizzazioni degli strumenti di cucina (mestoli e padelle), alla vendita di un libro e del già citato piano cottura. Detto ciò all’inizio Tasty poteva contare su di un set con due cucine, svariati cuochi e social media manager. Oggi Tasty ha una sede gigantesca, 5 cucine super attrezzate (molto diverse da quello che viene mostrato in video), magazzini pieni di stumenti, una mensa dove mangiano i 130 dipendenti (i cibi cucinati vengono realmente mangiati) e tanto altro. Da noi nessuno avrebbe mai finanziato un’idea del genere, chiunque avesse avuto la stessa idea e si fosse messo in proprio a farlo non sarebbe mai sopravvissuto prima di arrivare al successo economico.
Non è un caso che in Italia siano sorti molti “cloni” di Tasty, soprattutto a carattere regionale o comunque campanilistico. E come tutti i cloni di una cosa così famosa ma allo stesso tempo semplice, il successo è breve ed effimero poiché altri cloni dei cloni sono dietro l’angolo. E’ davvero strano che nonostante tutte le numerose trasmissioni tv sul cibo (“La prova del cuoco” addirittura usa l’inquadratura dall’alto da molti anni prima di Tasty), i libri/manuali sul cibo, i siti di ricette e food blogger vari, Tasty non sia italiano. Strano ma non inaspettato. Non perché manchino le idee, gli spunti o la voglia. Manca il coraggio e manca la “testa”.
Tuttp questo è esattamente la rappresentazione di un paese che arranca, che continua ad inseguire chiunque anche su un terreno che è naturalmente il proprio. Con scarsi risultati se non invidia e rosicate.