sur criLa sua esibizione ha raggiunto i 40 milioni di click nell’arco di una settimana. Non stiamo parlando dell’ultimo video di Rihanna e Shakira, ma di una figura femminile decisamente più casta ma non meno talentuosa: Suor Cristina Scuccia, la concorrente di The Voice of Italy che ha commosso molti e storto il naso ad alcuni.

E’ vero, un uomo/donna di Chiesa in un programma televisivo irrita inevitabilmente i più intransigenti, così come è innegabile che l’ammissione al programma di una suora sia una carta (per ora vincente) giocata dagli autori per tamponare l’emorragia di ascolti che inevitabilmente colpisce un talent o reality alla sua seconda edizione.

Ma non limitiamoci a moralismi vari e agli stratagemmi televisivi. Anche preti e suore sono persone e come tutti hanno il diritto di condividere il proprio talento (“ho un dono e ve lo dono”, così si è presentata Suor Cristina davanti ai giudici). E’ quindi presto per santificare o scomunicare la Sister Act italiana. Per quello deciderà il tempo, come ha detto un’altra suora famosa, l’ex spogliarellista Anna Nobili in un’intervista a Vanity Fair: “L’importante è che non si bruci”.

Per non cadere nell’oblio senza fondo del tubo catodico, è meglio che sorella Cri riveda in queste settimane i dieci comandamenti:

1. Non avrai alcun programma al di fuori di The Voice (se hai un dono donalo, ma non donarti poi ai parassiti della televisione. Si nutrono dell’anima dei loro ospiti).

2. Non nominare il nome di Dio in diretta (tra gli oltre 3 milioni di telespettatori credi che non ci sia anche Scalfari?).

3. Santifica “A sua immagine” (è nello studio accanto).

4. Onora lo zio (ovvero J-Ax, il tuo mentore).

5. Non uccidere quella dei Jalisse (ci hanno già pensato i giudici).

6. Non imitare gli atti impuri di Pelù nel dietro le quinte (anche se sei suora, prova a confessarlo).

7. Non rubare il beauty della Carrà (hai 25 anni, sei giovane e con la faccia pulita. Del calcestruzzo non ne hai bisogno).

8. Non dire falsa testimonianza (per esempio cose del tipo: “Anche se il pubblico gridava “sorella, sorella!” al momento del mio debutto, non è vero che i giudici già sapevano che era una suora quella che cantava…”).

9. Non desiderare Barbara d’Urso (vedi primo comandamento).

10. Non desiderare Massimo Giletti (idem e brividi come sopra).