Era il 1981 e Franco Battiato cantava “Bandiera Bianca”, brano che per primo superò il tetto del milione di copie vendute, siglando un record per la discografia italiana. Il pezzo, contenuto nell’album “La voce del padrone”, aveva un testo carico di riferimenti e critiche velate, ma nemmeno troppo, alla società ed ai costumi degli anni 70’-80’.

A distanza ormai di quasi 40 anni potrebbe sembrare un testo superato, fuori luogo, ma in realtà un azzardato confronto con i nostri giorni è più che mai possibile.

Ignorando del tutto o almeno in parte quello che voleva dire Battiato e soffermandosi unicamente sulle parole contenute nel testo originale, alcune strofe sembrano fatte apposta per questo inizio di 2018, anche se la caratura dei fatti storici dell’epoca e le citazioni a cui fa riferimento l’autore sono indubbiamente di un altro livello. Una parafrasi 2.0 è però verosimilmente plausibile.

Il 4 marzo è giorno di elezioni ed in questo periodo la televisione è colma, a tutte le ore, di politici di ogni colore, pronti ad esprimersi su temi cari agli elettori, mentre altre volte semplicemente sono pronti a cavalcare l’onda del sentimentalismo.

“Le tribune elettorali” citate, non si vedono più, però scontri a distanza nelle più disparate trasmissioni televisive e radiofoniche non mancano, così come i botta-risposta sui social, ormai tipici della campagna elettorale 2.0 .

Allo stesso modo, ragionando sugli “idioti dell’orrore” è facile l’associazione con chi, sfruttando i fatti di cronaca, gioca con la paura delle persone al fine di trarne (ipoteticamente) un vantaggio; l’aggettivo idioti è adatto perché spesso le conseguenze di questo processo non si conoscono, ma difficilmente potranno essere rosee.

Chi sfrutta il tema dell’immigrazione, chi fa di ogni erba un fascio, chi più semplicemente generalizza e propone soluzioni semplicistiche e conclusioni affrettate fomenta il fenomeno.
I riferimenti agli “spari per le vie del centro” ed alla inutilità degli stessi, calzano a pennello con i fatti di Macerata.

Guardando il brano “da fuori”, anche un po’ superficialmente, la sua attualità è disarmante.

Sicuramente si tratta di una analisi semplicistica e al limite della fantascienza, ma come suddetto, la base è stata staccarsi dall’idea originale di Battiato, attualizzandone il famoso brano, senza nemmeno troppi arrangiamenti.