La Embraco, multinazionale brasiliana che fa capo alla Whirlpool, licenzia 497 operai dei 537 che lavorano presso lo stabilimento di Riva di Chieri. Nelle stesse ore ci ha lasciato anche Carla Nosenzo Gobetti, moglie di Paolo Gobetti figlio di Piero, donna simbolo della storia torinese legata in maniera ferrea alle lotte operaie ed alle bandiere delle sue organizzazioni che tanto ha difeso affidandole al Museo del Risorgimento dopo il sequestro dei fascisti, durante il regime, e sepolte negli archivi.
Gli operai dell’Embraco, ad oggi, sono stati lasciati soli nonostante le tante parole delle istituzioni nazionali, locali e dell’arcivescovo Cesare Nosiglia che ha chiamato in causa anche il Papa ma nessuno ha salvato le sorti degli operai.
Carla Gobetti raccontò gli scioperi della Lancia del ’62 che furono i primi grandi scioperi della Torino, che nonostante il clima conflittuale fra parti sociali, con istituzioni forti dimostrò tutta la sua forza nella conquista dei diritti fondamentali che piano piano stiamo perdendo come lavoratori e come uomini.
Oggi globalizzazione e delocalizzazione sono le parole d’ordine che piegano qualsiasi istituzione italiana. Gli operai incontreranno Gentiloni come ultima speranza prima di ripiegare le bandiere e dover spiegare ai propri figli come mai avranno tante difficoltà a “metter d’accordo il pranzo con la cena”.