foto 2(1)Il Colle del Sestriere nel mese di agosto ha ospitato il Team Astana per la preparazione della terza grande corsa a tappe: la Vuelta.

Mentre il calendario internazionale quasi tutti i giorni ha in programma una gara, più o meno storica o di un giorno anziché a tappe (insomma ce n’è per tutti), i corridori che si sono sfidati sulle strade del Giro o sulle routes del Tour preparano l’assalto alla Roja. I nomi importanti sono molti, tanto da affidare al chiacchiericcio fra appassionati la questione: “La Vuelta ormai ha superato il Giro?”.

Il Team Astana sembra davvero il più forte con i nostri due più forti corridori da corse a tappe. Fabio Aru, secondo al Giro d’Italia dove ha ottenuto due importantissime vittorie di tappa ma soprattutto con un programma, stabilito ad inizio anno, basato su Giro e Vuelta tanto che il “blocco Aru” (Tiralongo-Cataldo-Rosa-Landa) sarà l’ossatura del Team alla partenza; invece Vincenzo Nibali, uscito con onore dal Tour dopo la vittoria a La Toussuire ed il quarto posto finale, vuole riscattare una stagione sfortunata e priva di soddisfazioni a partire dalle classiche delle Ardenne al Tour e per questo motivo vorrà ben figurare sulle strade spagnole. Il terzo incomodo si identifica nell’orgoglio basco di Mikel Landa, che al Giro ha già dimostrato di che pasta è fatto e soprattutto da spagnolo che corre la Vuelta venderà cara la pelle. Il clima all’interno della squadra è apparentemente sereno ma è ovvio che Aru tema sia Nibali che Landa soprattutto quando non c’è una gerarchia precisa ma si lascia il verdetto alla strada come traspare dalle parole del sardo e del siciliano nella conferenza stampa-incontro tenuta a Sestriere il 12 agosto.

In quest’occasione sia Nibali che Aru, insieme al preparatore tecnico Paolo Slongo, si sono resi disponibili ai giornalisti per qualche domanda, non prive di una buona dose di piccante. Oltre alle domande che ciclicamente ritornano come un evergreen sul doping, i due corridori hanno risposto principalmente ad una grande domanda: alla fine chi temono di più? Gli avversari o i propri compagni…? Ovviamente tutti si dicono disponibili a mansioni di gregariato, ma l’obiettivo è uno per tutti, avversari e compagni: il trionfo finale.foto1

Nibali, è inutile negarlo, dei due è il campione già affermato a cui tutti vogliono porgere la domanda delle domande e lui, da navigato corridore, risponde ai giornalisti con stoccate di precisione. Tutti hanno apprezzato quello che ha fatto al Tour, ma quello che i più vogliono sapere riguarda i rapporti con Chris Froome e così si percepisce che Vincenzo abbia talmente tanta rabbia in corpo che fa tremare la seggiola di Aru. Infatti, Froome bollò come antisportivo l’attacco di Nibali su La Croix de Fer perché avvenuto mentre il keniano bianco si trovava in difficoltà con la propria bici in un “salto di catena” (ovviamente i termini sono stati più coloriti e le polemiche lunghissime).

Vincenzo in conferenza prima tuona…

<< si lamenta uno che al Giro 2010 fu espulso dalla corsa per traino…>>.

E poi ha un’ironica soluzione:

<<Allora mettiamo la safety-car anche nel ciclismo…>>.

Il Team Sky si presenta con Foome che vuole provare la doppietta Tour e Vuelta, aiutato da Geraint Thomas Nicolas Roche e Vasil Kyrienka, ed anche come rampa di lancio per un ottimo 2016 (come dichiarato ad Enzo Vicennati sul numero di Agosto di BiciSport). Intanto la Movistar schiera il duo del podio al Tour (Nairo Quintana e Alejandro Valverde), i quali però avranno una condotta di gara senz’altro diversa soprattutto per quanto riguarda il murciano che ha già dimostrato di avere un’ottima forma al Tour, come gregario del giovane colombiano.

A dispetto delle ruggini fra Nibali e Froome, il podio del Tour sembra andare d’accordo tanto che sono numerosi gli attestati di stima soprattutto fra Froome e Quintana. Senza tanti complimenti Valverde sicuramente sarà combattivo alla conquista della Roja per coronare un 2015 vittorioso in tutto l’arco dell’anno, il suo trentacinquesimo.