tourL’Università del ciclismo, il Tour de France, sta per aprire le porte. Quest’anno più che mai ci sarà grande battaglia, in volata o sul pavé, sui muri o sulle salite alpino-pirenaiche. Gli specialisti delle cronometro per quest’anno rimarranno in secondo piano, anche se Tony Martin l’anno scorso ci ha fatto vedere cos’è in grado di fare in fuga solitaria.

I campioni sono più che mai agguerriti: Alberto Contador, dopo aver vinto il Giro in maniera sontuosa vuole tentare l’impresa per entrare nella leggenda; il nostro Squalo dello Stretto (Vincenzo Nibali), farà di tutto per riconquistare quella maglia gialla conquistata nel 2014 con una squadra ancora più forte (anzì forse la più forte del Tour 2015); Chris Froome sta preparando il suo “mulinex” che nel 2013 ha lasciato senza fiato il mondo e ha disintegrato prima il Pistolero (Alberto Contador) poi il giovane Nairo Quintana, che quest’anno sarà il favorito sulle numerose salite che caratterizzano questa edizione del Tour e soprattutto su quelle dell’ultima settimana, tra cui il leggendario Alpe d’Huez.index

Ma come si sono preparati? Il Giro del Delfinato e il Giro di Svizzera da sempre sono le corse che preparano i corridori in vista del Tour e che i campioni affrontano per riprendere il vero “ritmo gara”.  Al Giro del Delfinato, o come lo chiamano “gli esperti” Critérium du Dauphiné, le volate sono state pane per i denti di Nacer Bouhanni mentre le frazioni di montagna hanno visto un dominio, direi quasi incontrastato, di Chris Froome che nell’ultima tappa ha strappato la maglia gialla a Tejay Van Garderen (capitano della BMC) con un’azione delle sue ,caratterizzata da cambi di ritmo improvvisi dati da una frequenza di pedalata impressionante (eccolo il mulinex); nel frattempo il nostro Nibali non si è presentato al meglio e così dopo aver tenuto nelle prime tappe è naufragato alla fine ( ma sembra rientrare tutto nei piani dei tecnici, staremo a vedere…).

Il Tour de Suisse, invece, ha messo in luce un ritorno, quello di Peter Sagan. Già, perché le Classiche del Nord affrontate dal talento slovacco della Tinkoff-Saxo sono state a dir poco deludenti, tanto che si è anche parlato di misure “errate” o quanto meno non ideali della bicicletta (sottolineata da un’inchiesta di Enzo Vicennati per BiciSport), ed il suo talento seppur indiscusso sembrava vacillare. Invece, Peter ha dato prova di grande forza e freschezza atletica soprattutto nelle volate battendo più volte Alexander Kristoff, che comunque ha “timbrato” la settima tappa. Al Giro di Svizzera abbiamo rivisto un Domenico Pozzovivo davvero tornato in grande forma, soprattutto in salita, dopo l’incidente al Giro d’Italia. Il Giro di Svizzera non è ancora terminato e per ora in testa c’è il gioiellino francese Thibault Pinot.froome

Alberto Contador e Nairo Quintana si sono dati battaglia nella Route du Sud, corsa meno impegnativa (e più avanti in calendario) la quale soprattutto Contador ha scelto, con il tecnico De Jong, dopo le fatiche del Giro e la preparazione in altura.

Nibali, Contador, Froome e Quintana scriveranno un secondo capolavoro all’altezza del romanzo di Alexander Dumas “I Tre Moschettieri”?