La prima settimana della Grande Boucle volge al termine, i più grandi velocisti al mondo si sono dati battaglia seguendo i treni delle diverse formazioni e chi ne era sprovvisto si è arrangiato. Risultato, due vittorie per Gaviria della Quick-step Floors, due per il campione iridato Peter Sagan (anche maglia verde della classifica a punti) e due per il talentuoso sprinter olandese della Lotto NL Jumbo Dylan Gronewegen. Il doppio passaggio sul Mur de Bretagne ha regalato subito un primo antipasto dello spettacolo della Grande Boucle, quello vero che solo una domenica di metà Luglio può regalare ad un appassionato di ciclismo.

Roubaix richiama da sola tutti gli spettri di un inferno quello del Nord tanto caro ai ciclisti. Pioggia, fango, sole e polvere in ogni caso Roubaix vuol dire Pavé. Il Tour a volte decide di essere crudele e di portare i grimpeur dove i corridori potenti e forti riescono a domare le pietre, quest’anno però si é raggiunto il massimo con 22 km divisi nei vari settori anche se con una diversa conformazione rispetto alla classica di Primavera.

La tappa é stata dura per molti soprattutto per quelli che a causa delle molteplici cadute sono rimasti attardati e sono rientrati con mille difficoltà come Uran, Bardet e Landa anche se lo spagnolo é riuscito a rientrare sui migliori in extremis. Mentre gli uomini di classifica, ad eccezione di Porte ritirato e dei tre citati sopra, sono rimasti alla finestra (neanche Nibali ha riprovato le gesta del 2014) Lampaert, Van Avaermat e John Degenkolb si sono giocati in volata la conquista di Roubaix.

L’impulso decisivo dato dalla Maglia Gialla Greg Van Avaermat si è attirato due clienti pericolosissimi ma il tedescone della Trek Segafredo Degenkolb ha letteralmente dominato la volata partendo in posizione svantaggiata, davanti, ma sicuramente il riscatto dopo l’incidente per scacciare i fantasmi e le paure nelle volate ha fatto sì che l’ex poliziotto prestato al ciclismo già trionfante in quel di Roubaix fosse risorto dalla polvere del pavé come solo ad un grande campione può riuscire.

Tutto il Pelotòn si congratula con “Dege” in lacrime, soprattutto Mark Cavendish!