FreniLa nuova stagione sta decollando definitivamente con le prime gare a tappe in giro per il mondo dall’Australia, con il Tour Down Under, all’Argentina, con la Vuelta a San Juan, all’Abu Dhabi Tour. Ormai questi sono i palcoscenici che il ciclismo globalizzato calca sempre con maggior interesse. La cronaca ed i risultati di queste corse sono, a mio avviso, di relativo interesse per gli appassionati. Prendiamole come spunto per fare qualche interessante riflessione prima di “entrare in griglia”, come si suol dire fra gran fondisti.

Iniziamo con ciò che è successo all’ultimo km della prima tappa dell’ Abu Dhabi Tour: il gruppo lanciato in vista della volata transita sotto l’arco dell’ultimo km e una rovinosa caduta coinvolge numerosi corridori tra i quali Marcel Kittel, il re delle volate di casa Quick-Step Floors. Questa non è una caduta delle tante, che si vedono nel peloton sempre più numeroso, in quanto il britannico Owain Doull, del Team SKY, “accusa” (le virgolette sono d’obbligo) i freni a disco di Kittel mostrando le lacerazioni alle scarpe e le ferite ai piedi. Tutto ciò ha generato nuove polemiche e accesi dibattiti sui freni a disco, in primis, fra i corridori, ma anche fra i numerosi appassionati, che sperano di poterli usare quanto prima alle Granfondo senza alcun limite. Le precauzioni prese fino a qui sottoforma di carter di protezione o di smussatura dell’angolazione del disco sembrano ancora insufficienti almeno per il ciclismo su strada e perciò ancora pericolosi per un folto gruppo di corridori, tra l’altro come confermatomi, con esempi concreti di cadute raccontatemi da Eugenio Alafaci, corridore della Trek Segafredo, durante una breve chiacchierata presso un rivenditore Trek del torinese. I freni a disco rimangono un tema caldo sul piatto dell’evoluzione tecnologica della bici da corsa e personalmente sono convinto che ci siano tanti margini di miglioramento quanto possano tornare utili in molteplici situazioni garantendo una frenata più precisa e modulare. Hanno chiesto anche ad una di quelle persone che ha sempre visto il futuro prima degli altri nel ciclismo, Ernesto Colnago. Credo che si possa essere a favore o contro all’introduzione di una nuova tecnologia ma non si può non tener conto dell’opinione autorevole di chi ha introdotto il carbonio nelle bici da corsa, e colnagonon in una corsa qualunque ma alla Roubaix, o i foderi dritti che alla fine molti hanno copiato (per non parlare del peso specifico di Ernesto Colnago nella Storia del grande ciclismo nostrano). In occasione del suo ottantacinquesimo compleanno Ernesto ha indicato la via maestra dell’innovazione della bicicletta: il freno a disco.

Un secondo punto di grande riflessione è la realtà del nostro ciclismo, che si posiziona al primo posto come quantità di ciclisti professionisti davanti a Francia e Belgio. I giovani Under 23 passati neopro sono tanti e sono di sicuro interesse soprattutto per il futuro delle classiche del Nord (parola di Marino Amadori), uno per tutti Filippo Ganna (già vincitore della Roubaix Under23); questo sarà un anno di ricostruzione per squadre come la Colpack e la Zalf che dovranno ricercare nuovi talenti per un nuovo ciclo di campioncini. Il panorama italiano ci consegna un gruppo nuovamente “colmo” di biciclette di marchi storici italiani (Wilier, Olmo, Colnago, Bianchi, De Rosa ,Bottecchia ecc.) segnale importante di un nuovo interesse a tornare ad investire nella bicicletta anche come stile di vita. Il nostrano calendario ci ha già regalato due grandissime prestazioni di due campioni di sicuro talento come Diego Ulissi, nel GP Costa degli Etruschi, e Fabio Felline, al Trofeo Laigueglia: il primo ha staccato tutti sull’erta di Torre Segalari per poi lanciarsi alla vittoria verso Donoratico (sede del Ulissi Fan Club), il torinese della Trek Segafredo, invece, ha staccato tutti sulla salita di Colla Micheri riuscendo a spingere il rapportone più duro così da creare un divario notevole mantenuto sin sul traguardo, direi che entrambe sono maturi per battersi sulle Ardenne. In ultima istanza, speriamo che in questo 2017 il calendario nazionale sia sempre più al centro dei pensieri della Federazione del “neo” rieletto presidente Renato Di Rocco.

Visto che siamo ad inizio stagione faccio un augurio al meccanico Giovanni Alaia per la sua avventura con il team Viris Maserati diventata bacino di talenti sotto la supervisione di Luca Guercilena ed il Team Trek Segafredo.