wigginsDomenica 7 giugno tutto l’orgoglio britannico si è manifestato in un’ora, quella del record. Tale prova di forza è il sigillo ad una carriera gloriosa e lo è stato per tanti campionissimi del pedale, dall’Airone (Fausto Coppi) a mâitre Jacques (Anquetil) dallo sceriffo (Moser) a Miguelon (Indurain).

Tra il 2014 ed il 2015 è scattata una vera caccia al record con un susseguirsi di tentativi, non tutti riusciti, di aggiungere qualche chilometro o almeno qualche centinaio di metri al record precedente. Wiggins aveva come obiettivo il record di Dowsett, della Movistar, di 52,937 km. A inizio 2014 si iniziò a vociferare della grande sfida che ci sarebbe stata fra i tre grandi Re delle prove contro il tempo degli ultimi dieci anni: Wiggins, Cancellara e Tony Martin, e da subito si capì che qualora questi tre avessero deciso di entrare nel velodromo per frantumare il record per gli altri non ci sarebbe stata storia. E così si è stato…
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Il campione battente bandiera britannica si è dimostrato sempre un campione davvero completo, a mio parere. Alcuni potrebbero dissentire ma un corridore che vince sulle strade di Francia il Tour del 2012 e che veste la maglia iridata di campione del mondo a crono, conquistata ai mondiali di Poferrada battendo il più forte sulla carta (Tony Martin), già rientra fra i grandi del ciclismo moderno; in più Bradley non si accontenta, già perché per chi non lo sapesse il suo primo terreno di conquista sono i velodromi (alle Olimpiadi e ai Campionati del Mondo), proprio dove si abbattono i record dell’ora. Wiggo, come ormai lo chiamano tutti, è il dominatore incontrastato dell’inseguimento e con Cannon Ball (Mark Cavendish) costituisce una coppia formidabile nella specialità dell’Americana.

Wiggo in primavera ha provato a mangiare le pietre della Roubaix ma non le sono andate giù così come da progetti ha lasciato il Team Sky per fondare una squadra Continental col suo nome. Tutti gli inglesi lo attendevano e lui ha risposto presente al richiamo della pista.

Tra tutti i tentativi di record dell’ora più recenti, sicuramente, questo è il più importante e Wiggo non poteva che scegliere la propria patria e la bici è stata realizzata proprio da chi lo ha accompagnato negli ultimi anni di grandi conquiste: Pinarello.wigg 2

La casa trevigiana ha già scritto la storia del record dell’ora fornendo il mezzo(quello di sinistra) a Miguel Indurain, il quale specialista delle prove contro il tempo e corridore superpotente fissò il record in 53,040 km. Sir Bradley, con una bicicletta (quella di destra) davvero interamente monoscocca ed un manubrio in titanio stampato in 3D, al termine dell’ora ha battuto il record di Dowsett (52,937 km) con un 54,526 km.

Al termine della prova tutti sono rimasti con un pizzico di amaro in bocca in quanto ci si aspettava che Sir Wiggo abbattesse il muro dei 55 km. Una delle giustificazioni è stata ricondotta alla pressione atmosferica non ottimale che avrebbe inciso sulla prestazione almeno per 700m ulteriori. Quello che tutto il popolo del ciclismo ha apprezzato è il ritorno alla ribalta del record dell’ora e del Velodromo come luogo sacro per il ciclismo, il quale inevitabilmente (speriamo) ritornerà pian piano a riprendersi i suoi giusti spazi (e speriamo anche in Italia recuperando magari il leggendario Vigorelli).

Ora Sir Bradley Wiggins si dedicherà a coltivare tanti sogni di giovani, che vorranno emulare le sue gesta, attraverso il suo personalissimo Team Continental Wiggo. La sua impronta sono sicuro che rimarrà nel ciclismo del domani iniziando dalla cura maniacale dei dettagli proseguendo alla formazione di corridori sempre più completi che tornino a vincere o quantomeno giocarsi Paris-Roubaix e Tour de France.