fediIl ciclismo, che a noi di Idealmentre piace raccontare, è quello legato alla storia ed alla tradizione di questo sport. In poche parole il ciclismo globale ed i calendari basati su interessi economici non rientra nelle nostre corde. Sembra darci ragione anche il capo del Tour de France, Christian Proudhomme, il quale, in una lunga intervista raccolta da Tony Lo Schiavo per la rivista del pedale Bicisport, afferma l’importanza fondamentale dei calendari nazionali per mantenere quel contatto diretto tra Campione e tifoso che si crea durante il passaggio della corsa.

Mentre il calendario internazionale non si ferma mai e batte ogni latitudine del pianeta Terra, quello nazionale da sempre si apre con il Trofeo Laigueglia (giunto alla 53° edizione). La riviera ligure, terreno fertile per gli allenamenti, impegna i corridori con salite impervie verso l’entroterra e picchiate verso il lungomare. I punti cruciali del tracciato sono la salita del Testico e il triplice passaggio su Capo Mele e Colla Micheri. Alla partenza le squadre italiane sono al centro dell’attenzione soprattutto perché per i team continental nostrani rappresenta un appuntamento fondamentale per la conquista della Coppa Italia, la quale garantisce la partecipazione al Giro d’Italia. Il ct Davide Cassani allestisce una formazione azzurra, come fa da tempo per molti eventi del calendario nazionale, con due punte del Team Trek (il piemontese Fabio Felline e il ligure Niccolò Bonifazio). La lotta vera si scatena con lo scatto di Damiano Cunego su Colla Micheri: il corridore della Nippo Fantini allunga sul gruppetto dei migliori decimato dalla durezza di questa salita, sicuramente una nota positiva da notare è la presenza in questo gruppo di Giulio Ciccone, appena passato professionista dal Team Colpack. bole

L’allungo di Cunego non ha fortuna soprattutto perché personaggi del calibro di Sonny Colbrelli, Diego Ulissi e Fabio Felline vogliono vincere su questo importante traguardo, definito ormai come una Classica. L’ultimo passaggio su Capo Mele è decisivo soprattutto per Andrea Fedi: il corridore della Southeast, dopo un primo scatto neutralizzato dal gruppo soprattutto da Felline, in discesa si lancia a capofitto verso Laigueglia guadagnando subito una cinquantina di metri e con la complicità del tentennamento del gruppo Andrea Fedi è riuscito a conquistare la sua prima vittoria da professionista dopo un primo anno da pro’ un po’ travagliato, ma ora nulla vieta di sognare in grande in vista della Sanremo insieme ad un folto gruppo di corridori italiani che già hanno ben figurato in passato come Bonifazio, l’anno passato, o Sonny Colbrelli (giunto al secondo posto in questo Trofeo Laigueglia). A completare il podio c’è Grega Bole della Nippo Fantini, il quale ha conquistato a Donoratico il GranPremio Costa degli Etruschi, appuntamento che sta diventando sempre più importante per i corridori italiani.

Tornando alla riflessione di Prudhomme, sarebbe auspicabile che squadroni come la Trek e Campioni come Nibali o Aru affrontino sempre più gare del calendario nazionale così da tenere vivo il fuoco della passione verso la grande Italia che pedala. Spesso le gare del calendario nazionale vengono sfruttate come terreno di preparazione per gare internazionali come i mondiali o altro ma il ciclismo che la gente si aspetta di vedere in Italia potrebbe essere simboleggiato da uno scatto di Nibali, in maglia tricolore, su Colla Micheri per dare maggior prestigio alla prima vittoria da finisseur di Andrea Fedi.