La Union Jack sventola sulle grandi corse a tappe!
Il Tour de France un tempo, quello del ciclismo eroico, si correva per nazionali. Gli italiani, i belgi, i francesi, gli olandesi e qualche svizzero si contendevano le maglie più prestigiose del ciclismo. Beh, pensate se fosse ancora oggi così, magari esteso a Giro e Vuelta perché in fondo sarebbe molto più bello.
Il bilancio sarebbe impietoso: I britannici avrebbero cannibalizzato tutto.
Froome al Giro, Thomas al Tour e Simon Yates avrebbero relegato italiani, francesi e colombiani al ruolo di comprimari soprattutto nelle tappe con salite decisive come lo Zoncolan o il Colle delle Finestre, l’Alpe d’Huez o il Turmalet e il Col de la Gallinas.
Spesso le vittorie non sono solo costruite sulle grandi imprese, alla Froome sul Colle delle Finestre dove la prova di forza del campionissimo ha fatto la differenza, ma anche sulla regolarità di prestazione che Geraint Thomas e Simon Yates hanno dimostrato durante tutto il grande giro (Tour e Vuelta).
A Madrid oggi si é conclusa la grande Vuelta di Simon Yates in cui le volate hanno Incoronato un Viviani sempre più forte e cattivo negli sprint di gruppo, il Col de la Gallinas ha incoronato un grande talento del ’95 Eric Mas che qualcuno rivede in lui il nuovo Pistolero, Alberto Contador. Infine, l’embatido Valverde che conquistando la maglia verde ha comprato una corsa grigia e opaca del condor colombiano, Nairo Quintana.
Gli italiani escono a pezzi. Nibali non riesce a trovare la condizione migliore e il cambio di ritmo inarrestabile in vista dei mondiali di Innsbruck, anche Aru ha visto il peggio in una rovinosa caduta che non aiuta sicuramente il campione sardo a ritrovare se stesso in una stagione a tinte fosche con le nubi minacciose di chi inizia ad essere scettico.
Siamo una grande nazionale del ciclismo internazionale e ad Innsbruck certamente tutti ci attendono e saranno tanti quelli del popolo del ciclismo italiano presenti in Austria a supportare il C.T. Cassani e i nostri campioni in maglia azzurra.