Brand bikes maglietteLe serate di autunno inoltrato sono spesso l’occasione di ritrovo per molti ciclisti ed appassionati per tracciare i bilanci di stagione, condividere piccole e grandi soddisfazioni ma anche per capire meglio come affrontare la stagione che verrà. Tutto ciò ovviamente è necessario farlo tramite la competenza e la ancor più preziosa esperienza di chi ha visto crescere campioni affermati negli squadroni professionisti.

Noi di Idealmentre abbiamo deciso di condividere la nostra passione di scrivere con quella ciclistica di BRAND BIKES, la quale a sua volta ha creduto in noi. Tutto nasce dall’incontro con Giovanni Alaia, e la sua ciclofficina, in cui tra  una parola e l’altra in poco tempo le bici tornano ad essere come nuove e la mia bici da corsa sempre più performante anche grazie a piccoli accorgimenti che solo l’esperienza e la passione di un meccanico esperto può dare. A dimostrazione di ciò, dal 2017 Giovanni avrà il compito di seguire a tempo pieno il Team Viris-Maserati vivaio (Elite Under23) della TREK Segafredo di Luca Guercilena.

BRAND BIKES non è solo la ciclofficina di Giovanni, pur essendo un punto di riferimento, ma è la sinergia di diverse persone che credono in un progetto il quale mette al centro l’uomo prima di tutto. Quella serata d’autunno targata Brand Bikes, che citavo sopra, ha tre focus: il ciclista innanzitutto ha degli obiettivi, grandi o piccoli, poi si allena in maniera specifica, anche facendo altri sport, e qualora sopraggiungessero delle problematiche diventa più consapevole su come prevenire e nella peggiore delle ipotesi curarsi al meglio per tornare in sella più forti di prima. Il presidente, l’Ing. Giacomo Benedetto, fa gli onori di casa presentando le ambizioni della nuova stagione che verrà e inizia con la presentazione “dell’anima sportiva di BRAND BIKES”:

Roberto De Filippo. Tredici anni come direttore sportivo che lo hanno portato a guidare, tra gli altri, atleti come Fabio Felline, Niccolò Bonifazio e Filippo Ganna, fresco Campione del Mondo nell’inseguimento individuale e prossimo al passaggio fra i professionisti. Roberto parte da un presupposto fondamentale: inutile ispirarsi agli allenamenti dei professionisti prendendoli a modello anzì l’atteggiamento più corretto è individuare i propri obiettivi stagionali (es. una granfondo, una cronometro o una randonée) e di conseguenza allenarsi in modo specifico in base alle proprie capacità e sulle caratteristiche del percorso. L’importanza dei test su strada diventa fondamentale. Un esempio, prendere come riferimento una salita e sempre su quella cronometrarsi per avere dei primi dati da comparare, ovviamente a “pari” condizione fisica, il test diventa così fonte di un’analisi approfondita grazie alla tecnologia messa oggi a disposizione: il cardiofrequenzimetro ed il misuratore di potenza. Grazie a questi due strumenti oggi d’uso comune, anche fra “i ciclisti della domenica”, si ha la possibilità sia di migliorare la propria prestazione sia capire l’evoluzione della forma del ciclista durante la stagione. Uno degli assiomi ciclistici dice che una buona stagione è il frutto di un buon inverno, questo è una di quelle nozioni Brand Bikes bicitramandate dal ciclismo eroico (nome non a caso) ma è valido ancora oggi. L’inverno è il periodo in cui l’aspetto mentale gioca un ruolo importantissimo: infatti, se da un lato è quasi necessario per il fisico concedersi una tregua dall’altro è fondamentale non perdere il controllo della situazione continuando a fare attività fisica praticando altri sport, come il nuoto o la corsa, e concedersi qualche chilo in più sotto le feste sarà concesso ma un semplice controllo della situazione attraverso l’analisi plicometrica della massa grassa ci presenterà il conto da pagare. Inoltre, durante la stagione fredda quando uscire in bici, può essere problematico l’attività in palestra diventa preziosa per la nuova stagione: infatti, allenare il corpo con esercizi dedicati, oltre a prevenire fastidiosi dolori, ci permette di preparare il fisico ad un obiettivo preciso (già individuato, come detto sopra), per esempio un chronoman dovrà allenare molto gli addominali (oltre le gambe) che gli permetteranno di mantenere la maggior stabilità possibile sulla bici senza movimenti scomposti che comprometteranno la prestazione.

La ricerca della condizione ottimale è determinata da lavori specifici, sempre basati sui nostri obiettivi. In linea generale la maggior parte dei ciclisti amatoriali ricercano il miglioramento a livello di resistenza e forza attraverso allenamenti sul medio fondo a cui si possono combinare le cosiddette S.F.R (salite-forza-resistenza) spingendo rapporti lunghi in tratti determinati di salita, stando seduti sulla sella e senza tirare di braccia a basso regime di pedalate per poi completare il lavoro con l’aumento dell’agilità così da permettere che la forza diventi fruttuosa e non controproducente. Tanti sono i test ed i lavori specifici che si possono fare grazie agli strumenti moderni come il misuratore di potenza o il cardiofrequenzimetro ma sicuramente misurarsi con un compagno di pedalata ci darà quel pizzico di forza in più che inevitabilmente ci farà pescare nel serbatoio motivazionale che per gli atleti o amatori spesso diventa fondamentale più di qualsiasi preparazione