DSC02134Nel giorno della vittoria di Fabio Aru al Giro del Delfinato, antipasto del Tour de France, c’è tanta voglia di ciclismo perché anche se è appena finito uno stupendo Giro d’Italia i corridori nostrani hanno dimostrato a colpi di pedale di essere tornati ai grandi fasti di un tempo. Proprio quella voglia di seguire il ciclismo è quello che cerco di raccontare tramite le mie sensazione ed emozioni provate seguendo il Giro prima sulle rampe del Colle dell’Agnello poi nell’ultima tappa a Torino.

Tutto inizia mesi fa a Pinerolo, città vera protagonista in questa edizione della corsa rosa. L’occasione è importante: la presentazione della tappa Pinerolo-Risoul, tanti sono i campioni sia di ieri che di oggi uno fra tutti Bernard Hinault. In questa occasione la passione traspariva dalle parole di ogni persona presente al Teatro Sociale di Pinerolo e tutti già sapevano che nei giorni in cui la corsa rosa sarebbero stati là ad attendere anche per ore il passaggio dei Campioni, uno per tutti Vincenzo Nibali.

La cima Coppi, il Colle dell’Agnello…

Tantissimi sono i ciclisti che intraprendono la loro impresa personale risalendo la Valle Varaita sospinti da tanta passione creando numerosi gruppi colorati formando simpatici serpentoni che affrontano la strada con la spensieratezza riflessa negli “occhi allegri di un italiano in gita” descritti da Paolo Conte nella canzone Bartali. L’ultimo paese è Chianale, poi inizia una lunga serie di camper parcheggiati, lungo il ciglio della strada, provenienti da tutta l’Italia e non solo. Tutti salgono verso i 2744m della cima: salendo si può scorgere i tanti amatori che tentano la scalata in silenzio come a risparmiare qualsiasi energia. Ci sono parecchi gruppi di persone di tutte le età già appostati anche dal giorno prima con macchine e camper in bilico, qualcuno sceglie le strade del Giro per fare le vacanze.

Arriva la corsa, annunciata dalla carovana come al solito. I momenti sono concitati, Vincenzo l’eroe che con un’impresa spettacolare ha vinto il Giro, sul Colle dell’Agnello deve ancora recuperare parecchi minuti. Certo è che l’arrivo di Scarponi in solitaria già preannuncia che qualcosa di importante da lì a breve succederà. Dalla mia “postazione” vedo un paio di tornanti e Michele Scarponi pedala ancora bene forse un poco appesantita ma la Cima Coppi è sua. I corridori arrivano alla spicciolata due fra i tanti Damiano Cunego e Moreno Moser, protagonisti di una ottima prestazione. Arriva il gruppo maglia Rosa di Kruijswijk (prima dello schianto contro il muro di neve in discesa): durante il passaggio lungo questi tornanti è Ruben Plaza a dettare il passo facendo quasi una volata fino a dove sono posizionato per poi scansarsi e poi è toccato ai big, in primis Chaves e Kruijswijk mentre Nibali sembra perdere qualche metro ma tutta l’Italia lì presente tifa per lui e la montagna diventa uno stadio e l’impresa la fa iniziando a scrivere una delle pagine più belle del Giro e della sua Storia…DSC02258

Torino, l’ultima tappa…

Arrivati in zona Piazza Vittorio Veneto il primo incontro è con la famiglia Nibali: moglie, figlia e genitori scortati dal fedelissimo gregario Valerio Agnoli infortunato nella caduta dell’11° tappa e costretto al ritiro. L’arrivo con largo anticipo ci permette di girare fra i pullman sbirciare i segreti dei bus e delle ammiraglie. I molteplici passaggi del circuito finale che si snoda per le vie dei piedi della collina torinese ci permette di seguire il gruppo ed incitare dal primo all’ultimo tutti i corridori, personalmente ho l’occasione di distinguere Manuele Boaro, intento nell’inseguimento alla coppia Lotto Nl Jumbo, e dopo un rumorosissimo incitamento mi guarda mentre sta andando a tutta e questo lo sento come un sincero “grazie”. Il clima è di festa non solo per il Team Astana ma anche per la comunità colombiana giunta in città giunta in massa per celebrare l’eroe delle Dolomiti, Atapuma, e Esteban Chaves che ha fatto sognare un intero Paese, perdendo la Maglia Rosa all’ultima tappa. DSC02279

Tanti sono i campioni di ieri e direttori sportivi con cui c’è l’occasione di un saluto e di una foto, tra cui: Ballan, Fondriest e Bramati (DS Etixx-QuickStep. Termina la tappa e così l’occasione è ghiotta per inseguire i campionissimi come Valverde al grido di “embatido! Embatido” o gli incitamenti verso un grande Scarponi invitandolo a scendere dal bus e lui con tanta simpatia non si sottrae al grande tifo. Infine arriva il trofeo senza fine e i bambini accorrono per una foto per toccarlo e l’autista del bus non si sottrae rendendo tanti bambini felici. La giornata termina con la festa per Esteban Chaves ed i colombiani che lo acclamano mentre sopraggiunge il pullman il bus Cannondale di Rigoberto Uran, anch’esso colombiano, il quale con il suo clacson bitonale rende omaggio al Colibrì (Chaves) che vola più in alto delle aquile. Manca il brindisi…c’è la Nippo Vini Fantini che brinda ed offre a tutti compreso me un bel bicchiere di prosecco per festeggiare un gran bel GIRO D’ITALIA!