rosaIl sipario sulla stagione del grande ciclismo da sempre cala, ad eccezione di quest’anno (il Mondiale disputato successivamente), con una delle cinque classiche monumento: il Giro di Lombardia (alias il Lombardia). L’edizione 2016 ha regalato grande spettacolo grazie anche ad un tracciato molto duro caratterizzato da molte salite tra Como e Bergamo.

Gli appassionati delle due ruote la conoscono anche come la classica delle foglie morte e sulle salite che circondano il paese di Sedrina, dov’è nato il grande Gimondi, la corsa è stata molto dura con un brillantissimo Damiano Caruso che per molti chilometri è stato in fuga regalando aria d’impresa agli appassionati ma i big non si sono fatti pregare e dopo aver domato l’erta più ostica, quella di Valcava, e fatto selezione su due ascese che già solo i nomi dicono tutto, Sant’Antonio Abbandonato e Miragolo San Salvatore, la grande prova di classe cuore e forza è stata data da quattro grandi campioni sul Selvino (penultima scalata). Romain Bardet, Esteban Chaves, Rigoberto Uran, e Diego Rosa hanno letteralmente fatto il vuoto ognuno a proprio modo dando spettacolo. Sul Selvino si sono affilati i coltelli per la battaglia finale nella salita in pavè verso Bergamo alta. Il “cartello” colombiano ha rispettato i pronostici soprattutto Uran dato per favorito è stato uno dei protagonisti di questa grande prestazione ma è l’altro colombiano Esteban Chaves (il colibrì che vola più in alto delle aquile) ad aver gestito al meglio la gara frustando gli avversari sul Selvino e nell’ascesa a Bergamo alta per poi vincere in volata bruciando (la pantera) Diego Rosa come già era successo e come si aspettava il corridore piemontese il quale è partito gregario, ha lavorato per il capitano Fabio Aru tirando il gruppo sulle prime ascese di giornata per poi rientrare in maniera furiosa sul Selvino facendo un numero di grande ciclismo. Arrivato a Bergamo, e sapendo di essere battuto in volata, è scattato sul pavè sfruttando le sue doti di ex corridore MTB ma non è riuscito a creare “il buco” anzì è stato raggiunto e staccato ma l’arcigno scalatore dell’Astana è rientrato ed ha anticipato la volata perdendola di mezza ruota, ma questa è la dura legge del ciclismo.podio

Quante emozioni ha regalato il Lombardia e quante ne ha regalate Diego Rosa ma il DS del Team Astana Beppe Martinelli si è molto arrabbiato, usando un eufemismo, con il proprio corridore. Martino, come tutti lo conoscono ormai, ha rimproverato al giovane corridore nostrano di non aver gestito bene la corsa soprattutto nello scatto inutile, definito così anche da Rosa, nell’ascesa verso Bergamo alta il quale ha fatto sprecare le ultime energie decisive. La volata è stata fatta gettando il cuore oltre l’ostacolo nella consapevolezza che Chaves sarebbe stato il più veloce. L’amarezza di Martinelli è comprensibile ma è direttamente proporzionale al pianto di delusione di Diego Rosa dopo aver perso una classica monumento per un distacco pari ad una ruota, considerando il fatto che alla partenza il capitano designato non era certo Diego Rosa e in più ha rimontato sul Selvino in maniera impressionante, lì si che ha speso molto, anche se Diego da corridore generoso qual è dichiara che tanto in salita si fa tanta fatica davanti quanto dietro per cui tirare il gruppo nella parte iniziale di gara poi rimontare perché il capitano designato alla partenza, Fabio Aru, non è al meglio forse non è così tanto dispendioso.

 La mia personalissima conclusione, Martinelli è stato alquanto “irrispettoso” per tutto ciò che ha fatto Diego Rosa al Lombardia come in tutto il 2016 ma tanto dalla prossima stagione sicuramente se lo troverà avversario e chissà che alla prossima Liegi scattando sull’ultima Côte Diego entri nella storia delle classiche monumento.