Il Giro d’Itgiroalia è terminato. Alberto Contador ha vinto con grande esperienza, classe e forza battendo praticamente da solo un intero team, quello kazako dell’Astana. Come spesso succede, i giorni successivi alla fine del Giro d’Italia diventano l’occasione per esprimere giudizi e dare pagelle ai corridori. Questo articolo, senza nessuna pretesa, vuole uscire dal coro cercando di rendere l’idea di quali siano le emozioni nell’assistere ad una tappa del Giro.

La giornata tipo inizia presto soprattutto se bisogna salire in montagna per assistere al passaggio della corsa. C’è chi va in bici e chi preferisce una bella camminata, in ogni caso bisogna armarsi di molto tempo e pazienza.

Arrivati in cima non resta che ammazzare il tempo facendo qualche foto, chiacchierare con amici, che magari non vedete troppo spesso, e mangiare il fatidico panino preparato con cura da casa. Mentre ci si riprende dalle fatiche, la montagna inizia a brulicare di persone che nello specifico, visto che siamo sul Colle delle Finestre, sono gli indiani del Colle delle Finestre.

Il tempo passa ed iniziano ad arrivare informazioni sulla situazione in corsa: fughe, distacchi e nomi di corridori alla rinfusa. L’occasione per farsi notare è ghiotta, in quanto le telecamere sono costrette a rimanere dietro i corridori, così spuntano personaggi grotteschi e buffi che scatenano l’ilarità dei tifosi di altri sport (tutti ricordano il diavolo che inseguiva Pantani).

La strada deve essere sgomberata così il corpo forestale e la polizia si danno da fare per far spostare i ciclisti che all’ultimo arrivano ai 2176m del Finestre e le persone che ancora passeggiano con un caffè o un gofree (specialità delle Valli piemontesi). Il lavoro è ostico anche perché nonostante gli agenti cerchino di mantenere un clima sereno ed allegro devono comunque far rispettare un minimo di ordine (siamo in Italia non in Francia).

Quando si aspetta il passaggio della corsa il tempo è relativo, sembra che da un momento all’altro debba passare un corridore e così tutto si fa più teso fino a quando spunta dalle nuvole l’elicottero e le prime ammiraglie: questo è il segnale che a breve la corsa sarà davanti agli occhi degli spettatori.

Il passaggio dei corridori è ormai imminente e nel caso del Colle delle Finestre la possibilità di vederli arrivare come formichine che si arrampicano sui tornanti sterrati, che caratterizzano questa montagna, è davvero unica.giro 2

I campioni stanno per arrivare: Landa e Zakarin passano per primi al GPM e la corsa si infiamma con un Fabio Aru che sembra una furia mentre lanciandosi nella picchiata verso Pourrieres si allaccia la maglietta. Contador è attardato, non ha la solita pedalata brillante: forse perché non riesce a fruttare la sua personalissima danza sui pedali su quel terreno sterrato.

Quando andate a vedere una partita in uno stadio o in un palazzetto sapete chi ha vinto e chi ha perso… passata la macchina di fine corsa nessuno sa ancora niente nonostante il primo sia ormai giunto al traguardo… Avrà vinto Zakarin, Aru Landa? Contador si sarà ripreso? Tutti interrogativi a cui fino al rientro a casa nessuno saprà dare risposta.

La Montagna diventa uno stadio naturale dove la gente si sente a suo agio senza pericoli se non quello di prendere freddo e acqua. Al passaggio dei corridori inizia ad aumentare costantemente un boato di incitazione di urla verso i ciclisti, verso tutti i ciclisti: dai primi, beniamini e campioni; agli ultimi, che passano con mezz’ora di ritardo o forse più e dimenticati anche da Dio condividono con i tifosi la fatica di fare una pedalata dopo l’altra fino a giungere dove la strada sembra congiungersi col cielo.

[youtube url=”https://www.youtube.com/watch?v=X3sUEIRCD6g&feature=youtu.be” width=”560″ height=”315″]