2194103075_a3a4e5e167_oOggi scatta il 98esimo Giro d’Italia, ed al chilometro zero si presenteranno 198 corridori pronti a darsi battaglia su tracciato che definirei nervoso.

Le prime tappe (dopo una “passerella” a crono e una volata all’ombra della Lanterna) si prospettano all’insegna di fughe per avventurosi “girini”. Sicuramente i ragazzi dei Reverberi (Team Bardiani-Csf) non si faranno trovare impreparati e daranno battaglia a team blasonati come BMC, che ha Philippe Gilbert come corridore di punta per queste tappe liguri.

 

giro 1Le insidie inizieranno con i primi arrivi in salita: l’Abetone e il traguardo di Campitello Matese. Ciò che mi aspetto è che le squadre dei favoriti alla Maglia Rosa controllino la corsa facilmente, annullando i tentativi dei fuggitivi di giornata. Tra questi ci saranno sicuramente i sempre tenaci e coraggiosi Pozzovivo, Pirazzi e Cunego, alla ricerca di una vittoria importante per riscattare le ultime stagioni deludenti.

La 12esima tappa ripropone un traguardo interessante: nel 2013 infatti Giovanni Visconti presenta un grande numero da finisseur, arrivando in solitaria in quel di Vicenza. La Movistar (il suo team) quest’anno non presenta capitani di spessore, cosa che potrebbe permettere a Visconti imprese come quella di due anni fa.

La temutissima cronometro di 59,4 km (Treviso- Valdobbiadene) della quattordicesima tappa sarà fondamentale per le sorti del Giro: in molti hanno già provato il percorso, Contador, in primis (insieme al suo espertissimo luogotenente di lusso Ivan Basso). Anche il sardo dell’Astana, Fabio Aru, ha pedalato su queste strade con l’obiettivo di migliorare in questa specialità e non perdere più un distacco eccessivo dal favorito Richie Porte e da Rigoberto Uran (che già l’anno scorso si era messo in luce vincendo la cronometro Barbaresco-Barolo).

All’indomani della crono saranno due luoghi simbolo della storia del nostro Marco Pantani, Madonna di Campiglio e Aprica, a stabilire chi potrà giocarsela nella terza settimana

Giro 2L’Aprica nel 1994, precisamente il 5 giugno, vede un uomo solo al comando.

E’ infatti su queste cime che Pantani si consacra come uno dei più grandi scalatori di tutti i tempi (lasciando sui pedali sua maestà Miguelòn Indurain!)

A questo punto i giochi potrebbero essere fatti? Credo di no, ma la tappa potrebbe creare dei distacchi già molto importanti. Certamente chi questa strada la conosce bene è Fabio Aru. Il sardo dell’Astana non è andato in altura sul Teide, come tanti, a preparare il Giro ma al Sestriere. Già l’anno scorso il campioncino dell’Astana ha preparato Giro e Vuelta in queste zone affrontando al meglio tutte le salite più importanti compreso il Colle delle Finestre, dove probabilmente quest’anno sferrerà lì il suo attacco decisivo. Ad aiutarlo ci sarà il piemontese grimpeur Diego Rosa, e noi da buoni conterranei speriamo possa essere sempre in prima linea quando ci sarà bisogno di lottare e lanciare il capitano.

Se Aru è la speranza italiana, sicuramente nell’ultima e decisiva settimana dovrà vedersela con Contador: lo spagnolo infatti sembra aver raggiunto quella maturità tale per poter puntare alla vittoria di Giro e Tour de France.

L’ultima giornata sarà come sempre una festa del ciclismo: la speranza di noi che amiamo questo sport però è quella di rivivere un arrivo nel leggendario velodromo Vigorelli, vero e proprio tempio di questa disciplina.

IL RICORDO – Le strade del ciclismo sono sempre colme di scritte inneggianti a questo o a quel corridori ma quelle fatte sulla neve spesso rimangono nella storia. Tutti gli appassionati di ciclismo ricordano la più celebre: “W Coppi” scritta sul candore dello Stelvio, ma nel 2011 sulla residua neve del Colle delle Finestre campeggiava un “Ciao Wouter”, già perché durante la terza tappa lungo la discesa del Bocco a 25km da Rapallo Wouter Weylandt ebbe un bruttissimo incidente e nonostante i soccorsi impeccabili e le cure del professor Tredici il venticinquenne del Team Leopard morì, ma il Gruppo non lo dimentica e il suo numero, il 108, è diventato parte del mondo del ciclismo e lo si ritrova qua e là sulle strade per non far spegnere le parole di Auro Bulbarelli subito dopo l’incidente. Oggi  il Giro parte senza il numero 108!