All’ombra delle tre torri eporediesi si sono svolti i Campionati Italiani delle categorie elite sia maschili che femminili. Entrambe sono stati grandi trionfi scolpiti sulla pietra di natura morenica di origine glaciale.

Le emozioni e le aspettative erano tante per i principali contendenti e per i campioni nostrani. Tutti sapevano che il penultimo o l’ultimo passaggio sulla Serra sarebbe stato decisivo, così le formazioni più numerose hanno potuto attaccare scremando il gruppo adottando una tattica precisa mentre chi era solo o con pochi uomini a disposizione doveva necessariamente inventarsi qualcosa in solitaria.

Elisa Longo Borghini un tricolore di pura tattica e classe…

L’asse piemontese è la chiave di volta per la vittoria di Elisa Longo Borghini infatti, come ben spiegato ai microfoni di BiciTv, la tattica è stata seguita alla lettera dal Team della Polizia di Stato (dove milita la Longo Borghini): l’obiettivo primario era in un primo momento controllare la fuga partita da lontano con numerosi elementi, quindi pericolosa, dopodiché Confalonieri e Arzuffi erano le incaricate nell’andare a chiudere e neutralizzare la fuga ma è sul penultimo passaggio sulla Serra che Elisa Balsamo entra prepotentemente in gioco scandendo un forcing indiavolato nella parte più dura della salita. Si crea “il buco” ed il gioco è fatto Elisa Longo Borghini spalanca il gas sulle sue potenti pedalate e rimane in solitaria sino all’arrivo ricamando sulla maglia tricolore le effige dell’impresa perché le avversarie non possono che alzare bandiera bianca. Da sottolineare anche l’importante contributo di Giorgia Bronzini che seppur velocista ha contribuito non poco nel momento decisivo aiutando Elisa Balsamo, la quale ha fatto letteralmente esplodere la corsa.

Fabio Aru un tricolore tutto per Scarponi…

Mai sono stati così numerosi i pretendenti alla maglia tricolore come quest’anno: velocisti a ranghi ridotti, passisti da Roubaix, corridori da “classiche ardennesi”e scalatori più o meno puri. La fuga ha visto un brillante Enrico Battaglin che essendo solo in corsa ha provato a far saltare il banco con l’impossibile infatti quando la corsa è giunta nelle fasi salienti il tentativo è stato disinnescato da tutto il gruppo soprattutto da Salvatore Puccio, Team Sky, che in pianura ha dettato il passo spingendo rapporti importanti al fine di tenere Gianni Moscon al riparo da ogni sorpresa, e da Vincenzo Nibali del Team Bahrein, che ha tirato sul penultimo passaggio sulla Serra in favore di Visconti prima e di Colbrelli poi. Il capolavoro Astana: il Team kazako con la coppia, pronta e rodata per il Tour, Dario Cataldo e Fabio Aru hanno scritto una delle pagine più belle del campionato italiano. I due infatti hanno letteralmente spezzato le gambe all’intero gruppo nell’ultimo passaggio sulla Serra, quando Dario Cataldo ha iniziato a pestare sui pedali con una forza impressionante gettando acqua sul fuoco acceso dai “timidi” tentativi della coppia Brambilla-Felline. Il finale è per soli campioni così è salito in cattedra il Campione di Villacidro, Fabio Aru che con la maglia di Michele Scarponi ha fatto una vera e propria impresa guadagnando decine di secondi a ogni km della salita, soprattutto sulle rampe più dure per poi continuare a guadagnare fin sul traguardo sui più immediati inseguitori (Ulissi, Nocentini, Moscon, Felline, Caruso, Brambilla ecc.). L’occasione è unica per una dedica speciale all’aquila di Filottrano, Michele Scarponi, la quale ha commosso lo stesso campione sardo pronto sfidare i grandi del Tour.

L’inno di Mameli suona per Elisa Longo Borghini e Fabio Aru come solenne incoraggiamento all’indomani di due grandi appuntamenti come il Giro d’Italia femminile ed il Tour de France.