foto n.1Parigi si dona alla Grande Boucle ed i Campi Elisi mostrano tutta la loro solennità nell’accogliere i ciclisti reduci dalle strade di Francia come gloriosi generali.

Tradizione vuole che il primo giro costituisca il giusto omaggio a chi ha vinto la classifica generale: così è Chris Froome, il keniano bianco del Team Sky, a transitare per la prima volta sotto il traguardo. Insieme alla sua squadra ha dimostrato di essere il più forte del peloton facendo vedere a tutti la sua grande forza, in quelle sue classiche frullate, e il suo grande controllo, riuscendo a gestire gli attacchi più duri. Sulle Alpi non è stato solo Froome a dimostrarsi un grande campione ma tutto il Team Sky, da Ian Stannard a Richie Porte da Leopold Konig a Peter Kennaugh da Nicolas Roche a Wout Poels.

Infatti, se è vero che nei momenti decisivi era Froome ad entrare in azione è vero anche che i gregari (tutti di lusso) hanno contribuito non poco a tener sotto controllo la corsa soprattutto quando la maglia gialla è stata più in pericolo: sull’Alpe d’Huez, dove il Team Movistar con Valverde, Anacona e Quintana hanno tentato l’ultimo assalto sfruttando i terribili tornanti dell’Alpe dove i più grandi campioni, soprattutto italiani, hanno scritto pagine indimenticabili (il primo fu Fausto Coppi che li tenne a battesimo nel ’52 staccando Robic, testa di Vetro). Chris Froome ha dimostrato di essere imbattibile ed un grande campione per la seconda volta in giallo a Parigi, anche se a non tutti è simpatico come d’altronde molti campioni. foto n.2

Le Alpi del Tour 2015 sono state territorio di caccia per molti outsider ma soprattutto la truppa francese con i suoi talenti si è contraddistinta per tenacia e coraggio. I gioielli del movimento, Romain Bardet e Tibaut Pinot si sono dati battaglia (vista anche la reciproca rivalità). Il traguardo di Mende ha acceso la miccia ma l’acqua l’ha gettata Stephen Cummings all’ultimo km vincendo la tappa (con questo successo Cummings del Team sudafricano MTN Qhubeka ha garantito 5000 biciclette alla popolazione, quindi meglio così).

Il capolavoro di Simon Geschke, costruito sul Col d’Allos con l’arrivo in solitaria a Pra Loup (dove finì il “Merckxismo” con la vittoria di Thevenet nel ’75), è l’antipasto di una grande battaglia fra gli Assi francesi… Romain Bardet, vince a Saint Jean de Maurienne. Dopo aver staccato sul Col du Glandon prima Purito Rodriguez e poi Anacona (il gregario più fidato di Nairo Quintana), il francesino si getta in discesa verso la salita inedita di Lecets de Montvemier per arrivare solo al traguardo conquistando Maglia a Pois e numero rosso (premio combattività).

Tibaut Pinot, invece dopo diversi attacchi e cadute durante tutto il Tour, ha domato la leggendaria salita dell’Alpe d’Huez battendosi come un leone su quei tornanti leggendari contro un Ryder Hesjedal che non voleva mollare per nessun motivo così ci è voluta tutta la classe del talentuoso corridore francese per imporre il proprio ritmo arrivando così in solitaria ed entrare nell’albo d’oro di chi ha scritto il suo nome su quella montagna e rimarrà per sempre nella Storia della Grande Boucle.foto n.3

Il nostro Squalo dello Stretto, Vincenzo Nibali, ha conquistato la tappa regina del Tour 2015 con l’arrivo a La Toussire e la scalata della salita tanto amata da Gino Bartali, La Croix de Fer. Proprio lì attacca Nibali, a più di 50km dal traguardo, confezionando la più bella impresa di questo Tour 2015 emozionando tutta “l’Italia che pedala” ed affrontando la salita di la Toussuire in solitaria sventa gli attacchi di Nairo Quintana che tenta la rimonta dal gruppo maglia gialla e risale al quarto posto scalzando Alberto Contador. Nibali ha dimostrato di essere il campione che ha vinto il Tour 2014 meritatamente con una grande prova di forza che ha lasciato sui pedali tutti i grandi rivali e gli altri favoriti per la vittoria finale : Quintana, Froome e Contador.