wp_20160730_002Ognuno sceglie, pratica e si appassiona ad uno sport piuttosto che ad un altro, io vi do i miei sette motivi per cui ho scelto il ciclismo…

-Primo, ho iniziato a comprendere la bellezza del ciclismo quando vidi passare a un metro da me Miguel Indurain. Il Tour passó in P.zza Bengasi a Torino ed il RICORDO di mio padre, che vedendo passare lentamente nelle retrovie del pelotòn prima una divisa Banesto, poi un viso famigliare ed infine il numero 1  sulla schiena di Miguelòn , lo fece esclamare “ma quello é Indurain!!!”.

-Secondo, per noi piemontesi il ciclismo é Coppi, il ciclismo é la tappa Cuneo-Pinerolo ed é semplicemente il ritratto di uno di noi che ha fatto la storia di questo sport rendendolo eroico a cavallo della seconda Guerra Mondiale. Il Campionissimo così viene definito Fausto non perché il più forte (per quello c’è Merckx che ha vinto di più) ma perché il più grande: un motivo, partire da Castellania in bici direzione Milano nel ’42 e fare il record dell’ora al Vigorelli.

-Terzo, l’anno magico: il ’98 ed a dodici anni vedi concretizzare l’ultima doppietta Giro-Tour da Marco Pantani, il Pirata. É dal 94 che fa sognare gli italiani ma il grimpeur di Cesenatico al Tour del ’98 fa un impresa alla Coppi scattando e staccando tutti sul Galibier ed a Les Deux Alpes veste la maglia gialla tenendola sino a Parigi. A  dodici anni non ci si può non innamorare del Pirata.

-Quarto, la prima bici da corsa é un po’ come salire su una Ferrari. Ci sali e ti scatta la scintilla dentro, poi la compri spendendo quel che puoi ed é finita o meglio tutto inizia, ci dispiace per gli altri sport. All’inizio sembri Fantozzi devi imparare ad agganciare i pedali  ma poi inizi a pedalare estate ed inverno aumenti i km e la durezza delle salite fino a ripercorrere le grandi montagne del Giro trasformando tutto in un’emozione unica

-Quinto, se il calcio ad esempio ha i suoi luoghi simbolo (tutti stadi) il ciclismo ne ha altrettanti, la differenza la fa la natura o il manto su cui corre la ruota libera della bicicletta. La Storia del ciclismo corre sulle strade d’Europa tra pavé, côte, passi Alpini ed infuocati Pirenei rendendo tutto unico ma allo stesso tempo accessibile a tutti basta scendere in strada e con un po’ di pazienza un Nibali, un Contador o un Cancellara verranno da voi.

-Sesto, andare in bicicletta vi permetterà di andare in posti in cui non siete mai stati anche se sono vicini a casa ma questo é il bello perché vi permette di essere sempre curiosi e cercare nuovi posti dove andare e se vi costerà un po’ di fatica sicuramente sarà ampiamente ripagata giunti a destinazione se non già strada facendo.

-Settimo, il ciclismo é fatica certo ma si può condividerla scalando facendo una salita fianco a fianco oppure creare tante idee e pensieri pedalando in mezzo al nulla soli con le proprie forze sapendo di poter contare su nessun altro che le proprie gambe.