I ricordi più nitidi, definiti e incancellabili legati alla maturità per me non sono episodi buffi o tristi, ma grandi verità assolute:
1. La legge di Murphy, cioè che tutto quello che può andare storto va storto, non è sempre vera. Però lo è nei momenti più importanti della tua vita, come quella volta in cui dovevo passare a prendere un compagno per poi andare a fare la terza prova e le chiavi della macchina erano nella tasca dei jeans di mio fratello. Che era a lavoro.
2. Nella vita devi essere uno sprinter, perché a nessuno frega niente che tu abbia fatto sempre bene: se fallisci una prova importante, qualunque essa sia, peggio per te. È così che sono uscita con un voto più alto di persone che studiavano con costanza e che avrebbero meritato un 100.
3. La meritocrazia non esiste. Un po’ per il punto 2 sopracitato, un po’ perché tanto le decisioni finali spettano ai professori. Ed è inutile girarci intorno, anche e soprattutto i professori fanno preferenze. Dopotutto sono esseri umani anche loro, e lo saranno i futuri datori di lavoro. Quindi vincono i lecchini, e se non sei uno di loro devi lavorare il doppio per arrivare al loro stesso livello.
4. Un ambiente stressante uccide lentamente ogni relazione interpersonale, anche la più solida. Ho stretto delle amicizie veramente importanti con dei miei compagni di classe, ma solo dopo la fine della quinta. Non che prima non ci parlassimo, ma se vedi le stesse facce nervose in classe ogni giorno per un anno intero, volerle rivedere al di fuori della scuola diventa difficile.
5. Alla gente piace esagerare. La maturità è difficile, magari qualcuno va in crisi, ma quelli che ci sono già passati esagerano. Non è inutile, non è impossibile: è speciale perché di solito è la prima prova veramente stressante che ci tocca affrontare.
6. Qualunque cosa facciamo dipende da noi stessi. Anche se l’ambiente è ostile, anche se le persone che ci circondano fanno di tutto per crearci problemi. Certo, la fortuna conta e anche molto, ma è il nostro modo di porci di fronte ad un problema che fa davvero la differenza.
7. Ci sarà sempre qualcuno con una valutazione migliore della nostra. Magari non se la merita, ma ci sarà sempre. La maturità per me è stata soprattutto una lezione di umiltà, e spero che lo sia anche e soprattutto per quelli che escono col massimo e che si sentono pronti a spaccare il mondo. Perché la maturità è importante, ma è solo la prima di infinite prove a cui saremo sottoposti.
Cari maturandi, godetevi questi giorni. A me hanno sinceramente fatto schifo ed è per questo che, ripensandoci, mi viene da sorridere: perché so che una prova così non mi capiterà mai più.