blood_test_itesmIn questi giorni, anzi no, diciamo in questi anni sono stata bombardata di questioni riguardanti la Facoltà di Medicina: quanto sono difficili i test di Medicina, quanto c’è da sbattersi a fare Medicina, quanto è figo chi fa Medicina, Medicina, Medicina, Medicina… Okay. Sperando che i futuri medici non se la prendano, ecco una lista di sette sante ragioni per cui non devi tirartela se fai Medicina.

1. Partiamo dalla base, ovvero dal rispetto. Io provo profonda stima per tutti coloro che hanno intrapreso il difficile cammino della medicina, come lo provo per tutti i futuri ingegneri, fisici, matematici, enologi eccetera eccetera. Stimo queste persone perché sono intenti a studiare materie e avere esperienze che io personalmente non riuscirei a fare nemmeno se fosse l’unico modo per salvare un mio familiare. Semplicemente, non ne sono in grado. Detto ciò, sono convinta che nessuno sia in grado di fare tutto, e per fortuna; perciò cercate di provare un po’ di rispetto verso ciò che è altro: magari lo schifate solo perché in realtà non lo capite.

2. Lo abbiamo capito tutti che la Sacra Facoltà di Medicina è difficile e che vi sta uccidendo; però per favore, tra una foto al mare e una in mezzo alle pile di libri, sforzate di ricordarvi che ve lo siete scelti voi questo percorso, e che noi comuni mortali non ne possiamo nulla se siete stati tanto masochisti.

3. Sta storia del test d’ingresso ci ha leggermente rotto i tre quarti. A parte che non è il test più difficile in assoluto né, soprattutto, quello col rapporto gente che tenta/gente che entra più alto. A parte il fatto che tanta gente meritevole non entra per una défaillance di poche ore, proprio in quel momento. A parte il fatto che, come già detto, ve lo siete scelto voi. Rendiamoci tutti quanti conto che su sette miliardi di persone (7.000.000.000!) il mondo non si concentra esclusivamente su di noi per creare apposta per noi delle situazioni di cui siamo noi i protagonisti assoluti. Perciò il vostro test non è stato progettato in anni e anni di studi solo per essere somministrato proprio nell’anno in cui voi avete tentato l’ingresso, perché non è così.

4. Questa è una chicca direttamente da un’universitaria che studia medicina. “Guarda che il test potevi passarlo anche tu, se avessi voluto. Bastava studiare e avere un po’ di sangue freddo. Alla fine sta tutto nella preparazione, ma con un liceo alle spalle e un po’ di test fatti d’estate è decisamente fattibile”. Testuali parole. Dette tra l’altro alla sottoscritta, che meno ha a che fare con la biologia meglio è.

5. Altra motivazione che giunge dalla spia. A quanto pare medicina non richiede una grande capacità di organizzazione (nel senso che non è necessario crearsi un percorso, è tutto abbastanza schematico) né questa immensa intelligenza. Alla fine, e parafraso solo per il copyright, è tutta una serie di nozioni da imparare, e non è necessario capire. Attenzione però, non voglio sminuire nessuno, anche perché di certo la stragrande maggioranza degli studenti capisce quello che fa e poi io non ho la capacità mnemonica sufficiente nemmeno per comprendere la difficoltà di quello che gli tocca apprendere.

6. Ora una bomba: non siete dei medici. Non siete ancora dei medici! Non è detto che usciti da lì sarete in grado di diagnosticare con esattezza una malattia. Magari farete schifo a livello umano, magari sarete una frana nel collegare le nozioni che avete studiato. Perciò, prima di scoprire se tutti i libroni su cui studiate vi saranno d’aiuto nella vita reale, evitate di atteggiarvi come se già steste salvando esseri umani ogni giorno.

7. Infine, sarò breve. Ogni volta che sento la storia della differenza tra università di serie A e di serie B mi viene in mente l’”Attimo fuggente”. Quel professore aveva capito tutto, e ha detto un frase che è diventato il mio motto di vita e che faceva più o meno così: “Medicina, legge, economia, ingegneria, queste sono nobili attività e sono necessarie per farci vivere. Ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore: questo è ciò per cui viviamo”.