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  • Qui la prima parte dell’articolo
  • Rimborsi elettorali: Questa è la questione che più amo discutere, poiché i “grillini” che professano il tanto citato “cambiamento” sono ovunque e tutti convinti che loro siano l’unica e reale alternativa al “mondo della vecchia politica”. Per carità, i politici nazionali sono vecchi, la loro età media è di 64 anni, non certo un’età così giovanile, però c’è da dire che il prossimo Parlamento, comunque vadano le elezioni, sarà più giovane di circa dieci anni. Questo non grazie alle sole ”parlamentarie” del M5S, ma anche a quelle del PD e anche grazie ai candidati di “Lista Civica con Monti per L’Italia”. Ora però trattiamo il nocciolo della questione: rimborsi elettorali. Qui c’è da fare un distinguo, perché ne esistono diverse tipologie:
  1. Rimborso elettorale: I fondi pubblici sono destinati direttamente al partito, movimento o lista civica per le spese sostenute durante la campagna elettorale (livello nazionale);
  2. Rimborso al gruppo parlamentare: I fondi pubblici sono destinati alle attività di studio, ricerca, formazione, funzionamento e diffusione del gruppo politico presente in Parlamento. A sua volta questo rimborso si divide in costi di attività politica ed in costi di personale (Solo livello nazionale);
  3. Rimborso elettorale regionale: I fondi pubblici sono destinati direttamente al partito, movimento o lista civica per le spese sostenute durante la campagna elettorale (livello locale);
  4. Rimborso al gruppo consigliare: I fondi pubblici sono destinati alle attività di studio, ricerca, formazione e funzionamento del gruppo politico presente in Regione. A sua volta questo rimborso si divide in costi di attività politica ed in costi di personale. Solo livello locale.

Tutti i partiti ed i movimenti ricevono i fondi pubblici suddivisi come appena descritto, nessuna fa eccezione; solo il Movimento cinque stelle la fa, poiché a livello nazionale e parlamentare non è ancora presente. A livello regionale, invece, non fa nessuna differenza. Sì, è vero non percepisce i rimborsi elettorali regionali, ma riceve, e non disgusta i rimborsi al gruppo consigliare. Indaghiamo a livello regionale, quello piemontese, ecco la situazione: se ci inoltrassimo nel sito del M5S, non solo non troveremmo un documento allegato, un link, una voce di ricerca che ci indirizzi sul trovare “il bilancio” del M5S, ma incapperemmo in un semplice nulla di fatto, poiché il “bilancio” del M5S non esiste! Ricordo che il M5S tra i suoi slogan annovera quello di combattere la poca trasparenza della PA, se ne deduce, quindi, che anche il movimento necessiterebbe di una lezione in merito – non penso che Grillo sappia cosa sia il “Freedom of information act” o la L. 241/1990, ma io son o un mal pensante, anzi non penso proprio perché plagiato dai corrotti mass-media -. Detto questo, non sappiamo minimamente chi siano i finanziatori del movimento, quanto loro contribuiscano al sostentamento del gruppo, a quanto ammontino le uscite del M5S e ove siano indirizzati i soldi: sappiamo solo che esiste il “redistribuition-day” ove il M5S restituisce i soldi ai contribuenti finanziando cinque progetti del M5S… aspettate ho commesso un errore, correggo: “Restituisce i soldi ai soli contribuenti appartenenti al M5S”; degli altri chi se importa, del resto non sono attivisti o membri del movimento, giusto? Grillo ha sempre affermato di voler abolire e cancellare i finanziamenti ed i rimborsi ai partiti, e se davvero accadesse come farà il M5S a sostenersi? Questo implicherebbe automaticamente che chiunque intendesse candidarsi, per partecipare all’attività politica dovrebbe versare un contributo al partito ai fini della sua candidatura, insomma, un po’ come funziona negli USA. I sostenitori o i tesserati finanziano con le loro donazioni il partito, ma qualora un membro decidesse di candidarsi, deve non solo pagarsi parte della campagna elettorale, ma deve anche versare un contributo al partito, più alto o più basso, a seconda del livello cui vuole candidarsi! Detto ciò è facile comprendere come coloro che non sono in possesso di grandi facoltà economiche dovranno rinunciare ad una carriera politica, sempre per lo slogan: “W la democrazia!”.

E’ certo che dal 1994 al 2012 lo Stato abbia finanziato la politica con due miliardi di euro (Dato MTI), cioè con lo 0,25% del totale delle uscite del bilancio nazionale, ma che solo cinquecento milioni siano stati spesi: su questi presupposti è giusto affermare che i rimborsi elettorali vadano ridotti drasticamente, perché se del totale se ne spende solo ¼, non servono a nulla gli altri ¾. In merito a ciò solo FID e LCM sono gli unici a proporre in modo serio il loro abbassamento. In proposito, il M5S in Piemonte, ha ricevuto 260.000,00 € circa di rimborso “gruppo consigliare” da destinare al personale: questi soldi non solo non sono stati restituiti, ma sono stati spesi per assumere fedelissimi del movimento che alle elezioni regionali sono stati “trombati”, perdonatemi il francesismo. Tra l’altro questi assunti dal gruppo consigliare regionale del movimento, sono gli stessi che ora sono candidati nelle circoscrizione “Piemonte 1” e “Piemonte 2” alle elezioni per la Camera. Insomma, anche in questo caso mi sembra di notare una certa somiglianza con la “vecchia e vituperata politica”. Tra l’altro i medesimi rimborsi, sono stati anche utilizzati per finanziare il movimento NO TAV della ValSusa, che tecnicamente non solo è illegale in termini normativi e compie azioni illegali, ma è anche uno dei principali sostenitori del mis. Questo poiché il “Movimento Cinque Stelle” rappresenta la democrazia 2.0, la novità, il cambiamento: sarà, ma io tutto questo rinnovamento non lo vedo né in Regione, né nel mio Comune né in Italia.

I “trombati” alle regionali sono: Laura Castelli candidata alla Camera in posizione 1 lista Piemonte 1, Marco Scibona candidato alla Camera in posizione 3 lista Piemonte 1, Ivan della Valle candidato alla Camera in posizione 6 lista Piemonte 1 e Marco Rodella candidato in posizione 18 alla Camera lista Piemonte 2. Menomale che sono state fatte le “Parlamentarie” per decidere in maniera meritocratica la posizione e i candidati al Parlamento – che Grillo ha minacciato di bombardare –, ma pare, invece, che questi nomi siano stati di diritto inseriti all’interno delle liste. Quanto è innovativo questo Movimento cinque Stelle.

In allegato lascio i link in cui ho reperito tutte le informazioni e in cui potrete leggere gli articoli in merito. Appunto, tra l’altro, che sono articoli che precisano a loro volta ove siano state raccolte le informazioni, quindi, non semplici sproloqui, come spesso accade nei comizi di Grillo.